Da una parte l’assessore allo sport del Comune di Bari: Pietro Petruzzelli; dall’altra il regista pluripremiato: Giovanni Veronesi.
Da una parte uno coi piedi piantati per terra, quantomeno perché è un corridore e si vede; dall’altra uno che cammina sulle nuvole, quantomeno per la fantasia tipica degli artisti di successo. Da una parte, ultima manifestazione: Corsa by night; dall’altra, ultimo film: “Non è un Paese per Giovani”.
Cosa accomuna il politico al cinefilo? La lotta per la libertà del piede maschile. Probabilmente Pietro e Giovanni manco si conoscono; e forse non sanno che stanno combattendo per gli stessi diritti del piede in ciabatta. Una battaglia – senza pudore, e senza sudore, a suon di foto di piedi nudi pubblicate sui loro profili Twitter e Instagram. Certo, i due non mancano di ironia e non temono critiche (Veronesi, soprattutto che di foto anti artistiche se ne intende).
Dopo l’ultimo film girato a L’Avana, conduce un programma su Radiodue che raccoglie ogni giorno un numero crescente di ascoltatori; in attesa della prossima pellicola intanto colleziona immagini tutt’altro che accattivanti in giro per l’Italia.
L’assessore, alle prese con l’allenamento per la prossima maratona di New York, immortala albe intramontabili.
Lontani e diversi, uniti nello stesso intento: dare ai piedi degli uomini la stessa nudità concessa a quelli femminili.
Così, a loro insaputa, simultaneamente, entrambi issano la bandiera del sandalo francescano a gamba tesa, oibò, alluce, alluce teso.











