Nico Dambrosio classe 1973, è un uomo navigato nel Mondo della politica, militante di lunghissimo corso tra le fila giovanili del Movimento Sociale Italiano, poi Alleanza Nazionale con la svolta di Fiuggi sino a confluire nel Popolo della Libertà, il contenitore che nel 2008 unì la casa dei moderati. Finita male l’esperienza del partito unico di centrodestra, è rimasto in Forza Italia.
Di spiccata eloquenza e allure diplomatica, ad Altamura (BA) ha ricoperto più volte il ruolo di consigliere comunale, con la prima elezione nel lontano 1993, sino alla legislatura 2010-2015 di cui è stato Presidente del Consiglio Comunale, ottenendo (con ben 965 voti di preferenza, record di suffragio) riconoscimenti trasversali per l’equilibrio e la compostezza con cui ha gestito lo spinoso ruolo.
Arrivano le elezioni del 2015, quelle che hanno coronato Giacinto Forte Sindaco (oggi agli arresti domiciliari), prima presentatosi con sole liste civiche: “Nessun partito alle mie spalle”, poi però con il consenso bisogna fare i conti ed il codazzo dei partiti di centrodestra che l’hanno seguito (nonostante il suo radicato trascorso di centrosinistra) si è allungato a Fratelli d’Italia, Oltre con Fitto, e Forza Italia.
Il problema degli azzurri però è che alle Elezioni non erano alleati con Forte, Nico Dambrosio era il candidato sindaco di Forza Italia, con la lista che correva in solitaria. Lista però, tradita da tre quarti dei propri rappresentanti storici, camuffatisi nelle liste civiche per una maggiore sicurezza di entrare in Consiglio, ed infatti così è andata.
Insomma, il sunto è che Dambrosio resta fuori, i transfughi di F.I. invece una volta eletti, hanno aderito al partito con il bene placet del Coordinatore Regionale estirpando e gettando via il solo, che nel momento di massima difficoltà politica, ha tenuto alta la bandiera ed evitato la magra figura di vedere il partito di Berlusconi, da sempre maggioritario in città, assente nella competizione amministrativa.
I più avveduti tuttavia sanno che il tempo è un galantuomo molto saggio, e la lungimiranza paga…
Nico Dambrosio, partiamo con una domanda a bruciapelo. A cospetto di un Sindaco agli arresti domiciliari, cosa dovrebbe fare Forte, o la sua maggioranza?
Non sono avvocato e al sindaco Forte non intendo suggerirgli alcunché. Si immagina Forte che accetta un mio consiglio? Se lo avesse fatto, almeno una volta, oggi starebbe meglio. A parte questo, situazioni così delicate richiedono molta prudenza nei giudizi ma nello stesso tempo risolutezza e chiarezza da parte del Sindaco che suppongo si dichiari “vittima” del sistema. Noto però che il malumore cresce come il silenzio “assordante”. La maggioranza? Da mesi sopravvive grazie ad un aiutino esterno alla coalizione. Il destino è segnato.
Non pensa che questa ondata dei civici abbia “ubriacato” un po’ le percezioni? Mi spiego meglio, oggi è quasi infamante venire da una scuola di partito, da una gavetta istituzionale. Da un qualsiasi professionista esigiamo esperienza e professionalità, da un politico la “verginità” nel sistema. È l’ora di tornare alla competenza?
Le liste civiche non sono un male a patto che abbiano una idea precisa sulle scelte e sui programmi che, come lei sa, fanno la differenza. Alleanze chiare sin da subito. L’errore che si commette è “usare” le liste civiche senza criterio. Giacinto Forte lo ha fatto! Le ha usate, nel peggiore dei modi. Mi spiego. Forte è un uomo politico camaleontico a più non posso. Nasce a sinistra, cresciuto a sinistra, poi Di Pietro, poi la lista di Olivieri Giacomo. Poi inizia la sua campagna elettorale da sindaco dichiarandosi libero dai partiti con la sola forza delle liste civiche, anche se propone Di Pietro quale assessore alla legalità (chi l’ha visto mai?). Invece imbarca un pezzo del centrodestra. Dopo la vittoria continua il gioco delle tre carte con un piede a destra e uno a sinistra, non si sa mai. Nomina assessori e consulenti che rimuove senza spiegazioni plausibili. È legittimo chiedersi cosa ci sia di politicamente sano in questo? Infermieraaaa (118).
La gente deve pretendere dalla politica? Si, ma mi pare che con Forte si sia davvero accontentata di poco. L’esperienza e la competenza non sono mai stati il suo “forte”.
Al netto della vicenda giudiziaria in cui ora è coinvolta l’Amministrazione, come giudica questi due anni di Governo cittadino?
Due anni connotati da spese pazze per manifestazioni ad uso e consumo di pochi della consorteria, nessuna opera significativa, fatta eccezione del completamento di alcune opere della precedente amministrazione. Forte, nel suo delirio di potere, ha reso inefficiente la macchina amministrativa del comune effettuando trasferimenti pretestuosi fino a giungere a messaggi di “di lesa maestà”, chi non si adegua al suo volere e a quello dei suoi sodali è bello impanato, fritto, e trasferito.
Aggiunga, infine, il danno alla città. Vuole una cifra? Per l’emergenza neve, Forte, mentre si faceva selfie spalando, spendeva assieme ai suoi accoliti 540mila euro! Un miliardo di vecchie lire! Per fortuna, ad una settimana da quella nevicata del 6 gennaio, la neve si è sciolta, altrimenti il Comune sarebbe stato già in mutande. Tra colazioni e cornetti in quei giorni sono stati spesi 3-4 mila euro. Potrei andare avanti!
Per fortuna sono stati soli due anni di mal-governo-Forte. Spero!
Anche lei in passato ha subito ingiurie, spesso totalmente infondate, a causa della giustizia italiana. Ha fiducia nella Magistratura?
È acqua passata. Non vale la pena parlarne. Chi voleva farmi del male se l’è autoinflitto.
Mi fido di chi fa il suo dovere seriamente. Mi fido della Magistratura sperando che faccia presto chiarezza in questa oscura vicenda.
In molti prefigurano una vittoria dei 5stelle in caso di elezioni anticipate. La vede di buon occhio una prospettiva simile?
Il movimento di Grillo è una realtà da non sottovalutare. Possono vincere o perdere. La questione è la nostra città, che ha bisogno di essere governata con idee chiare e proposte concrete. Ad oggi il movimento di Grillo, che pure si fregia delle 5 stelle, non ha brillato per efficienza e capacità amministrativa. Non lo dico io. Guardi Roma e Torino. Tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare. Insomma poche idee, molto confuse e tanta pubblicità.
La coerenza all’ultima tornata elettorale le ha fatto pagare un prezzo salato, non venendo rieletto. Quando il centrodestra ha fatto il salto della quaglia (compresa Forza Italia di cui lei era rappresentante) voltando le spalle alla storia per accodarsi a civici di Giacinto Forte, è rimasto dov’era. Rifarebbe quelle scelte?
Posso essere più preciso. Non è stata la mia coerenza a farmi pagare un prezzo salato, ma l’incoerenza di tanti voltagabbana. Alcuni dei quali erano addirittura in lista con me e non si sono nemmeno votati. Altro che salto della quaglia. Si sono venduti la faccia. Se rifarei tutto? Pensi, tra le prime cose che mi hanno spinto a stare alla larga da Giacinto Forte era la sua lampante incapacità di assurgere al ruolo di sindaco. Poca attitudine alla gestione e molto trasformismo. Un chierichetto di alcune parrocchie che carpiva la buona fede della gente autocelebrandosi con la sua ONLUS “Altamura agli altamurani”. I cittadini avrebbero dovuto capire che non poteva fare il sindaco dalle cose che raccontava in campagna elettorale.
La città adesso dovrà voltare pagina. Pronto per scendere in campo?
Sono pronto. Ci mancherebbe! Proprio ora che la storia mi ha dato ragione. Ragione a volontà. Io, posso ancora guardare negli occhi i miei concittadini.











