Un derby attesissimo, vent’anni di attesa per rivedere Bari e Foggia affrontarsi in campionato. Alla fine l’ha spuntata il Bari con un gol al 92′, con il suo uomo simbolo, nativo di Foggia ma barese d’adozione Cristian Galano. Un regalo anticipato per i 40 anni di Fabio Grosso che porta il Bari da solo in vetta alla classifica di serie B e che ringalluzzisce i galletti come non accadeva da tempo. “Sono tre punti fondamentali – dice il tecnico barese – Il gol è sintomo di una squadra che vuole fare le cose insieme e che esprime un gioco corale. Siamo stati bravi a crederci fino alla fine. I tifosi sono stati eccezionali, una tifoseria che c’entra poco con la serie B. Di loro abbiamo sempre bisogno”.
Una partita brutta dal punto di vista dello spettacolo con le due formazioni intente a non prenderle e a coprire bene la fase difensiva. Ottime le disposizioni tattiche dei due allenatori che scelgono di non far giocare i loro uomini più pericolosi. Grosso nel derby infatti mette Tello a uomo su Vacca che alla fine risulta il peggiore dei suoi e Stroppa chiude benissimo la difesa impedendo le sgroppate in velocità di Improta e chiudendo sempre il pericoloso sinistro di Galano.
L’ingresso di Brienza nel secondo tempo e l’espulsione di Coletti però cambiano la gara. Il Foggia è obbligato a chiudersi a riccio in difesa e il Bari non perde l’occasione di riversarsi in attacco. Entrano anche Nenè e Floro Flores con lo stesso Brienza che agisce su tutta trequarti cercando lo spazio giusto per far male. Ed è proprio lui ad offrire, a tempo scaduto, la palla a Floro Flores per il cross decisivo in favore di Galano in mezzo all’area ospite. “Sono innamorato della mia città natale – dice Galano a fine derby – ma fare un gol decisivo all’ultimo minuto è sempre emozionante ma in quel momento avevo sentimenti contrastanti. So di non aver fatto una delle migliori partite dell’anno ma per fortuna mi è capitata l’occasione giusta”.
Visibilmente soddisfatto Grosso fa ancora una volta i complimenti ai suoi giocatori: “Sono contento di quello che hanno fatto i ragazzi oggi perché sapevo che non sarebbe stato facile. L’atmosfera era bella ma siamo partiti contratti. Siamo stati bravi a saper soffrire, a non concedere occasioni a una squadra che ne crea tante. Credo che però alla fine il risultato sia giusto. Volevamo fare una partita di livello – continua – ma non ci siamo riusciti. Abbiamo però fatto la nostra gara e agevolati dalla superiorità numerica siamo stati bravi ad alzare la pressione in attacco. In passato abbiamo lasciato qualcosa per strada, dove potevamo fare qualcosa di meglio. Oggi però abbiamo tenuto testa a una avversario temibile e a cui faccio i miei complimenti per come si è espresso”.




















