Quale Unione Europea è auspicabile dal punto di vista di un Governo Lega-M5S? Sicuramente una in cui l’Italia sia più muscolare e caustica, e meno flaccida, come in questi anni ha placidamente mostrato. Il Premier Giuseppe Conte ha incontrato la cancelliera Angela Merkel, e dalle fonti istituzionali si è parlato di un conviviale e sereno incontro.
Tra i temi trattati oltre la scottante Immigrazione, su cui la redistribuzione delle quote pregresse ed in essere, affiancata dalla questione sbarchi come nodo centrale, vi è stato il futuro economico.
In ballo c’è la nuova geometria bancaria e monetaria. Ormai è evidente a tutti che non possano più essere temi scissi, altrimenti si resta nella claudicante zona di fragilità tra gli spread e la speculazione sui debiti sovrani.
Una vera Unione Bancaria, con una Banca Centrale che sia garante di ultima istanza e non solo addetta al monitoraggio dell’inflazione ed alla emissione di moneta, perché nel processo di costruzione dell’euro questo potere si è diluito e disperso, sino a farci accorgere che qualcosa non andasse un bel po’ di anni dopo.
La Germania, da sempre contraria – egoisticamente – ad accollarsi le responsabilità finanziare dei Paesi più deboli, pare si sia aperta alla discussione, e il nostro Paese si è detto favorevole a patto che “non si mettano sotto stress i Paesi con standard inferiori”.
È ivi necessario un approfondimento sul Bilancio UE, dove le politiche dedite allo sviluppo economico, allo stimolo della crescita, ed al sostegno dell’occupazione, sono state inefficaci e poco dirompenti. L’Esecutivo italiano tra i primi temi all’ordine del giorno ha quello di far passare gli investimenti pubblici strategici al di fuori dei parametri di sforamento del deficit, proprio per la loro natura di strutturale incisività sul PIL.
Tagliare i costi o la spesa sociale non è l’unica via ed anzi non è per niente la più ideale in una situazione di stagnazione o recessione, per abbattere il debito. Invece è importante in proporzione alla produzione di ricchezza, e quindi per abbassare il rapporto Debito/PIL si penserà a delle ricette che aumentino il denominatore, anziché abbattere il numeratore.











