HomePoliticaSul disastro di Genova la Severino è con i Benetton

Sul disastro di Genova la Severino è con i Benetton

Dopo quel che è accaduto a Genova, con il crollo del Ponte Morandi ed il disastro umano ed infrastrutturale che ne è conseguito, la politica ha subito affilato le armi, con i principali attori, Lega e 5stelle, in ordine a chiedere la sospensione del pagamento dei pedaggi autostradali nei caselli limitrofi, e la scissione del contratto che lega lo Stato ad Autostrade per l’Italia Spa. Gestita dalla famiglia veneta dei Benetton.

È stato lo stesso Premier Giuseppe Conte, in una nota, a rendere pubblico che la lettera di messa in mora, che avvia la procedura di caducità della concessione è stata inviata, e la controparte come da legge ha 15 giorni per le controdeduzioni: “Fermo restando che il disastro è un fatto oggettivo e inoppugnabile e che l’onere di prevenirlo era in capo al concessionario su cui gravavano gli obblighi di manutenzione e di custodia.”

Di qui, dirama le nuove linee guida del Governo del Cambiamento, che tra le altre cose, prepara una banca dati centrale di concerto col Ministero delle Infrastrutture, riguardante lo stato di manutenzione di tutte le opere pubbliche. Un servizio ispettivo potenziato, con l’obbligo per i nuovi affidamenti di investire buona parte dell’utile in sicurezza e stabilità delle reti.

Semplice diligenza, ma che evidentemente negli anni delle privatizzazioni selvagge, atti secretati, e miliardi di dividendi agli azionisti a scapito degli utenti-cittadini, non è stata osservata portandoci a piangere vittime innocenti.

La partita giuridica è molto complicata, e le clausole rescissorie sono alquanto vessatorie a carico dello Stato. Tuttavia i Benetton non resteranno a guardare, ed anzi, si preparano ad una lunga battaglia legale in cui tutelare i gioielli di casa.

Secondo alcune ricostruzioni di stampa, si sarebbero già incontrati i vertici delle società, prendendo contatto con alcuni importanti principi del foro. Tra questi spiccherebbe la vice presidente della Luiss di Roma, nonché avvocato, accademica, e badate bene, ex Ministro della Giustizia.

Al secolo Paola Severino, in carica nella squadra dell’esecutivo Monti, potrebbe spiccare tra i giuristi che difenderanno le ragioni private del gestore.

Se così davvero si dovesse configurare, sarebbe una grave caduta di stile, e non farebbe altro che alimentare lo spread (è il caso di rimembrare) tra l’immagine dell’establishment contro quella del popolo italiano.

Vecchi ricordi che a quanto pare non ci mollano, con lauti personaggi che non hanno mai dato l’impressione, in carica e non, di difendere la Nazione.

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Redazione
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