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Il bene mio, arriva nei cinema il film di Pippo Mezzapesa made in Puglia

E’ partita dal 4 ottobre la programmazione nelle sale cinematografiche italiane (22 in Puglia e 2 a Matera) del film di Pippo Mezzapesa “Il bene mio”. La pellicola è stata realizzata con il sostegno della Regione Lazio e il contributo della Regione Puglia, dell’Unione Europea, del POR Puglia 2014-2020 e di Apulia Film Commission, in associazione con Bell Production SPA.

Fatte queste doverose premesse, aggiungiamo che il prodotto artistico è tutto “made in Puglia”, dal regista Pippo Mezzapesa, giovane talento bitontino, agli attori (Sergio Rubini, Teresa Saponangelo, Dino Abbrescia, Francesco De Vito, Michele Sinisi, tranne Sonya Mellah), dal produttore Cesare Fragnelli agli sceneggiatori (lo stesso Mezzapesa, Antonella Gaeta, Massimo De Angelis) e agli stessi luoghi (Gravina, Poggiorsini).

Il film, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nelle Giornate degli Autori, ha ricevuto grandi apprezzamenti della critica. Il giorno 3 è stato proiettato in anteprima ad Amatrice, dove la cittadinanza, commossa, si è stretta attorno agli autori. A questo punto urge accennare alla trama.

La vicenda si svolge a Provvidenza (Apice, sulle alture del beneventano), paese distrutto da un terremoto ed evacuato dai cittadini che hanno ricostruito a valle Nuova Provvidenza. Fra le case distrutte vive però solitario Elia (Rubini), il quale resiste a tutti gli affettuosi tentativi di amici e parenti per fargli abbandonare il borgo.

Elia raccoglie e custodisce oggetti lasciati nelle case dai suoi concittadini in fuga al momento del sisma; e rimpiange la moglie, morta durante il terremoto nella scuola, diventata per Elia tempio inaccessibile. Ma la solitudine che uccide, per quanto ricercata, in un paese fantasma non fa che creare strane presenze, proiezioni della mente: si forma così un gioco intrigante di sospetti, di rumori insoliti fra le strade vuote.

Brutti scherzi del silenzio sovrano? No! E’ una presenza reale, Noor, una misteriosa immigrata clandestina che si nasconde, di passaggio per raggiungere in Francia la sua gemella. Da quel momento i due condividono sofferenze diverse: un uomo strettamente legato ad un tempo di cui si fa custode, e una ragazza che è movimento, futuro, sopravvivenza. Il finale è tutta una profonda emozione che annulla la riflessione: è poesia pura che si fa umanità, ma è anche l’esatto contrario. Il viaggio introspettivo oltre ogni (r)esistenza esterna si rivela come ricerca di sé stessi.

In conferenza stampa Mezzapesa ha detto che è sempre stato affascinato dai paesi fantasma abbandonati. L’idea del film è stata subito accostata a Sergio Rubini come attore protagonista, per interpretare un personaggio solare, infantile e genuino che coltiva l’illusione di riportare la vita nel paese: “chi è capace di sognare è un idealista”.

Il produttore Fragnelli si è detto molto soddisfatto del risultato: “Questi film sono possibili quando non c’è assistenzialismo ma finanziamento. E se il film è valido è anche facile distribuirlo. Dobbiamo essere orgogliosi di essere Pugliesi – ha concluso – e imparare a raccontarci meglio.”

Per Antonio Parente (Direttore Apulia Film Commission) “Il mio bene” è un film pugliese nel midollo ma con un tema corale, universale. Loredana Capone, assessore alla cultura della Regione, ha messo in evidenza come il cinema si faccia portatore di messaggi sociali e valorizzi un territorio in tutti i suoi aspetti. In questo caso la forma artistica ha mostrato l’impegno delle istituzioni. In quanto al dilemma espresso, se restare (nel borgo come fa Elia) o andare (come Noor) “la risposta non deve essere necessariamente una sola – ha detto – ma lasciamo che sia l’emozione a darcela.”

La colonna sonora comprende brani blues di Robert Johnson (bluesman del Delta degli anni ’30) e del nostro Matteo Salvatore: può sembrare una distorsione, ma non lo è, perché entrambi hanno cantato le stesse cose, gli stessi dolori, anche se in maniere differenti. Dopotutto possiamo dire che Salvatore ha cantato quello che è il blues della Puglia.

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