HomePoliticaTap, polemica al vetriolo: Emiliano al M5S: "Ragazzi ingrati e creduloni"

Tap, polemica al vetriolo: Emiliano al M5S: “Ragazzi ingrati e creduloni”

Michele Emiliano non ci sta. Non vuole essere coinvolto nella vicenda Tap e passare per chi avrebbe potuto (o dovuto) fermare tutto e non l’ha fatto. Anzi. Vuole sottolineare la battaglia continua ed in ogni sede fatta dalla Regione Puglia per chiedere il trasferimento del punto di approdo del gasdotto 30 chilometri più a nord, al di fuori dal territorio protetto di Melendugno.

Nel giorno in cui dovrebbe arrivare il via libera dal Ministero dell’Ambiente dopo le ulteriori ispezioni disposte da Sergio Costa sul gasdotto e sui lavori da effettuare in Puglia, prosegue la polemica a distanza tra i Cinque Stelle e il Governatore pugliese.

“Trovo raccapriccianti le dichiarazioni del gruppo del M5S Puglia che sostiene che avrei potuto fermare il Tap e che non ho voluto farlo. Mi diffamano sapendo di mentire. Ho rotto – sottolinea Emiliano – rapporti umani e politici per via del Tap al punto da essere stato accusato da buona parte del mio partito, di essere dalla parte dei 5Stelle, di avere scatenato una offensiva giudiziaria contro il Tap e che avrei perduto le cause in ogni sede, compresa la Corte Costituzionale”.

E poi Emiliano torna a difendere le sue posizioni contro la Tap anche contro il Pd.

Carlo Calenda mi ha accusato di avere fatto ostruzione persino per spostare gli ulivi del cantiere e che ero contro la civiltà e l’economia nazionale. Ed ora questi ragazzi in malafede ed ingrati, anzichè ringraziare la Regione Puglia che è riuscita sia per l’Ilva che per la Tap a prendere tempo sufficiente per consentire al loro governo di rimediare agli errori dei governi PD che ho fortemente contrastato, mi calunniano sostenendo che avrei fatto finta di oppormi ai 12 decreti Ilva (che nessuno ha ancora revocato) ed alla localizzazione a San Foca di Melendugno il gasdotto Tap”.

“Sono ragazzi – sottolinea Emiliano – che non sono dotati di capacità autocritica e si oppongono disperatamente e ciecamente al destino che li aspetta, e cioè di essere considerati dai pugliesi, nella migliore delle ipotesi, come dei creduloni che si sono bevuti le promesse di chiudere l’Ilva e di cancellare la Tap, formulate da tutti i leader del loro partito nei comizi pugliesi. Sappiano che da oggi ai loro comizi sarà sempre presente il popolo pugliese ambientalista e a difesa della salute di noi tutti per ricordargli che sono dei carichi di chiacchiere incapaci di dimettersi dai loro incarichi – come richiesto dai genitori dei bambini di Taranto e dai No-Tap – ottenuti con i voti ottenuti imbrogliando i pugliesi. Io non sono Renzi e non sono Calenda, io non sono un voltagabbana come loro. Sono stato eletto con un programma per spostare la Tap 30km a nord e per decarbonizzare l’Ilva e questo e solo questo intendo ottenere. La forza della nostra coerenza restituirà dignità al popolo pugliese”.

“La competenza sul gasdotto TAP – precisa Emiliano – è dello Stato, cui spetta in via esclusiva ogni decisione sulla sua realizzazione. Non è vero che la Regione Puglia non ha impugnato l’autorizzazione TAP. Nel 2015 la Regione ha tempestivamente impugnato, dinanzi al TAR Lazio, il Decreto MISE di autorizzazione alla costruzione ed esercizio del Gasdotto TAP ed ha proposto appello avverso la sentenza negativa di primo grado.

Il contenzioso è stato definito dal Consiglio di Stato con sentenza n.1392-2017.

La Regione ha successivamente proposto numerose altre impugnazioni, tuttora pendenti innanzi al Giudice amministrativo, schierandosi al fianco delle amministrazioni locali.

Tali impugnazioni fra l’altro riguardano proprio le questioni ambientali e le criticità connesse sia al SIC che agli habitat e specie protette, con particolare riguardo alle praterie di posidonia. A questo proposito si precisa che la eventuale procedura per la individuazione di un’area Sic, proposta successivamente alla approvazione del progetto, non lo avrebbe potuto fermare proprio perché successo. E anche gli accertamenti subacquei sulla poseidonia a Melendugno sono stati da me richiesti, eseguiti da Arpa Puglia e trasmessi al Ministro per l’Ambiente”.

“La Regione – conclude Emiliano – ha quindi dimostrato con i fatti di perseguire costantemente in qualsiasi sede, anche giudiziaria, l’obiettivo di ottenere lo spostamento del punto di approdo. Ma soprattutto insiste che ancora oggi questo spostamento è possibile laddove la volontà politica del Governo e della Regione coincidessero”.

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Redazione
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