Non si spengono le polemiche in Regione Puglia all’indomani della conferenza stampa di ieri di Gianni Liviano, consigliere del Grupo Misto (eletto nel 2015 nella lista civica “Emiliano sindaco di Puglia”).
Liviano ha parlato di inerzia della Giunta Regionale nel rispondere alle proprie interrogazioni, ed ha a lungo sottolineato le problematicità di alcuni bandi ed assunzioni di Enti ed Agenzie regionali. Ieri la risposta di Pugliapromozione ha cercato di rispondere ad una delle domande di Liviano, che ha trovato una dura replica anche dall’assessore Loredana Capone, “bersaglio” più o meno diretto delle accuse del consigliere tarantino.
“Il consigliere Liviano – ha detto la Capone – ha varcato ogni limite di tolleranza e di pazienza. Sino a quando si esercitano le legittime prerogative del consigliere rispetto all’azione amministrativa della Giunta e degli Assessori è un discorso, ma quando la critica politica si trasforma, come in questo caso, in gravissime illazioni e si attaccano direttamente le persone, allora non può essere tollerata, specie da chi, come me, ha sempre improntato il proprio operato all’onestà, alla legittimità ed alla correttezza dei comportamenti”.
“Sono costretta, pertanto, ad intraprendere ogni azione giudiziaria, civile e penale nei confronti del consigliere Liviano a tutela del mio buon nome, del mio operato e dell’immagine dell’Assessorato che rappresento”.
“In merito alle 7 interrogazioni del consigliere, nonostante ne abbia appreso l’esistenza dai suoi comunicati stampa, ho chiesto subito alle agenzie regionali, Pugliapromozione, Apulia Film Commission e Teatro Pubblico Pugliese, di fornirmi una dettagliata relazione in merito alle richieste e alle osservazioni del consigliere, impegnando su ogni opportuna verifica anche il dirigente della sezione competente. Ho già inoltrato le risposte ed attendo il completamento dell’istruttoria di Pugliapromozione per inoltrare le altre”.
E la controrisposta è ancora più pesante.
“Apprendo che l’assessore Capone – sottolinea Liviano – ritiene utile spostare il confronto in tribunale. Ne prendo atto. Io ho esercitato in questi mesi il diritto di controllo che mi viene garantito come prerogativa del ruolo di consigliere regionale. Ho sempre ribadito di voler tenere separate la via politica da quella giudiziaria. Raccolgo però l’invito dell’assessore Capone a spostare questo confronto in Tribunale e presenterò nei prossimi giorni esposto alla Procura della Repubblica di Bari mirato a narrare quanto già riferito in più sedi”.











