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Il Pd verso il congresso. Anche Martina scende in campo per la carica di segretario?

Continua il dibattito interno al Partito Democartico, verso il congresso che nel prossimo mese di gennaio dovrà scegliere il nuovo segretario politico. E domani Maurizio Martina, che in questo mese ha svolto il compito di reggente, nella due giorni del Forum programmatico di Milano traccerà il bilancio del suo mandato.

Voci di corridoio, intanto, danno per molto più che probabile la sua discesa diretta in campo per la corsa alla segreteria. Nonostante nei giorni scorsi abbia a più riprese negato questa possibilità, a Martina sono in molti a chiedere un impegno diretto nella segreteria del Pd.

Intanto c’è da organizzare il congresso e stabilire la road map che porterà ai nuovi vertici del Partito Democratico.

Aumentano, dunque, i pretendenti alla carica di segretario. Dopo le candidature di Nicola Zingaretti e Matteo Richetti, sono arrivate già quelle di Cesare Damiano e Francesco Boccia, ma anche quella di un outsider come l’esponente dei giovani democratici Dario Corallo. E adesso anche Maurizio Martina per una corsa a sei che vede in campo visioni profondamente diverse del futuro del Pd e del centrosinistra.

Intanto ricordiamo che la road map verso il Congresso è disciplinata da un regolamento che di volta in volta deve essere approvato dalla direzione nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti.

Per essere ammesse alla prima fase del procedimento elettorale, le candidature a Segretario devono essere sottoscritte da almeno il 10% dei componenti dell’Assemblea nazionale uscente o da un numero di iscritti compreso tra i 1500 e duemila, distribuiti in non meno di cinque regioni.

Risultano ammessi all’elezione del Segretario nazionale i tre candidati che abbiano ottenuto il consenso del maggior numero di iscritti purché abbiano ottenuto almeno il 5% dei voti e, in ogni caso, quelli che abbiano ottenuto almeno il 15% dei voti in almeno cinque regioni o province autonome.

Secondo lo Statuto il prossimo Congresso dovrebbe svolgersi nel prossimo mese di gennaio, ma sullo sfondo ci sono le elezioni europee della prossima primavera, che potrebbero anche determinare uno slittamento della data. Sul punto, centrale e fondamentale, sono in corso estenuanti trattative tra le varie anime del partito e coloro che vorrebbero cambiare immediatamente nei confronti di chi punta ad un risultato elettorale accettabile per tirare l’acqua dalla propria parte.

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Redazione
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