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Acqua, dietrofront della Campania sull’accordo con la Puglia per i prelievi dal Caposele

Inizierà anche sull’acqua una battaglia a colpi di delibere e di care bollate tra Puglia e Campania? Intanto, dopo la notizia dell’accordo, oggi la Regione Campania fa marcia indietro e, in autotutela, sospende l’efficacia della delibera che autorizzata gli accordi con tra la Regione Puglia e il Comune di Caposele sulle sorgenti del Sele ad un tavolo di rinegoziazione. Congelata di fatto nella durata prevista al 2023 la cessione dei 363 litri al secondo riconosciuti nel diritto dei cittadini caposelesi da un regio decreto. La Regione ha approvato l’accordo, “nelle more della sottoscrizione dell’Accordo Unico per la regolamentazione dei trasferimenti idrici a scala di distretto”.

Al momento nessun pericolo per i prelievi dell’Acquedotto Pugliese, che dal Sele attinge acqua per diversi usi per gran parte della popolazione pugliese. Ma la scelta politica della Campania ha non scarsa rilevanza.

Letteralmente la delibera decide di “rinnovare, fatti salvi i diritti di terzi, ad Acquedotto Pugliese Spa S.p.a. (…), nelle more di una ridefinizione dei prelievi effettuati nei sistemi idropotabili Sele-Calore ed Ofanto, conseguentemente al rilascio della concessione per l’invaso di Conza della Campania, e nelle more della sottoscrizione dell’Accordo Unico per la regolamentazione dei trasferimenti idrici a scala di distretto, la concessione a derivare, fino al 29 giugno 2032, senza soluzione di continuità, la portata massima di 363 l/s (pari a moduli 3,63) dalla Sorgente Sanità nel Comune di Caposele (AV), subordinatamente all’osservanza delle condizioni contenute nel disciplinare di concessione agli atti di quest’Ufficio”.

Il decreto n. 65 del 12 novembre vincola gli effetti di un accordo che autonomamente il Comune di Caposele aveva definito dopo una lunga trattativa con la Puglia dopo il 2012, quando fu inaugurato il potabilizzatore di Conza della Campania. L’intesa permetterebbe  all’Acquedotto Pugliese di prelevare fino al 2032 i 363 litri al secondi di Caposele, che andrebbero ad aggiungersi ai 4000 già nel diritto di Bari in base agli accordi vigenti.

Ed è qui il punto. La Campania intende rinegoziare l’intero accordo tra Irpinia e Puglia sugli idroprelievi, in base ai quali Aqp assorbe oltre 8000 litri al secondo da Sele, Calore e Ofanto. Il decreto impone la “ridefinizione dei prelievi effettuati nei sistemi idropotabili Sele-Calore ed Ofanto, conseguentemente al rilascio della concessione per l’invaso di Conza della Campania, e nelle more della sottoscrizione dell’Accordo Unico per la regolamentazione dei trasferimenti idrici”, stabilendo quote sostenibili.

Nella sostanza, la Puglia non potrà continuare a prelevare dall’Irpinia nel suo complesso secondo i vecchi accordi, ma si dovrà tenere conto dell’attuale capacità dell’ecosistema di rigenerazione delle falde e delle riserve, si dovranno fare i conti, cioè, con il deflusso minimo vitale del fiume Sele e, visti i riferimenti agli altri corpi idrici, agli altri fiumi.

La Giunta regionale della Campania ha quindi imposto alla Puglia una trattativa che rimette in discussione totalmente gli accordi, pur non pretendendo di negare l’acqua al fabbisogno pugliese. Per la prima volta si fa anche menzione dei ristori che dovranno essere riconosciuti a Caposele e alle comunità interessate alla cessione delle acque.

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Redazione
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