Occhio alle speculazioni. Matteo Salvini alza la posta in gioco della politica del sovranismo, il sentore del Ministro degli Interni è che sullo scacchiere internazionale stia per cadere la mannaia della tempesta finanziaria, orchestrata per spodestare il Governo del Cambiamento legittimamente eletto dai cittadini italiani.
Berlusconi non era così sovversivo nel 2011 come questo Esecutivo nel scuotere leggi, paradigmi, e tendenze, eppure ricordiamo tutti la fine che gli fecero fare, con il gioco facile di una maggioranza in subbuglio grazie a Gianfranco Fini, e l’allure della prostituzione addosso con le donzelle in giro per i Palazzi.
Adesso il leader del Carroccio segue le orme di Oriana Fallaci, e preconizza gli scenari venturi: “Dobbiamo essere compatti, perché uno squalo si avvicina se gli fai sentire l’odore del sangue. Vogliono farci litigare, farci polemizzare, certo l’uscita di qualcuno ogni tanto non aiuta, ma io sono testone, se firmo un impegno vado fino in fondo. La preoccupazione non sono i commissari europei, gli ispettori dell’Onu. L’unica leva che hanno per sovvertire le regole della democrazia e le scelte degli italiani, è la leva finanza. Su quello possono agire, sullo spread, sui mercati, e quindi sul credito. La battaglia è molto più grande di quello che si pensa il problema non è Juncker o Moscovici. Ma quelle persone che faranno di tutto per svendere le splendide aziende che lavorano nel nostro Paese. È una cosa che impediremo”.
Le parole pronunciate all’Idn di Milano, rintoccano come un campanello dall’arme, evidentemente dopo essere stati tramortiti dai risultati al di fuori di ogni pronostico del 4 Marzo, e dopo avere testato la reale efficacia della cura Giallo-Blu sui trend italiani, i cosiddetti “poteri forti” organizzano l’offensiva per mantenere lo status quo.
In effetti i concetti restano sempre un po’ astratti, fumosi, una cabina di regia unica non c’è, è più una sequenza di eventi. Gli interventi della BCE, le banche europee a supporto, le dichiarazioni dei Governi “alleati”, le agenzie di rating che manipolano l’affidabilità creditizia, i media che rilanciano, ecc. Una volta partiti degli input, il sistema lavora da sé alla demolizione degli Stati-Nazione. Non un bell’affare.











