E’ impresa ardua partecipare una conferenza stampa organizzata dalla Rimbamband! I cinque ragazzi che la compongono non si lasciano sfuggire la più piccola occasione per scherzare, ridere, sorridere e improvvisare battute, lazzi e frizzi. E la conferenza diventa per sé stessa un mini spettacolo, poco seria e molto faceta, sicuramente divertente e spassosa.
La Rimbamband torna al teatro tre anni dopo “Note da Oscar” con il nuovo spettacolo “Manicomic”, che è stato presentato nel corso della conferenza all’Officina degli Esordi di Bari. Si tratta di una coproduzione con il Comune di Bitonto – Teatro Traetta, ed è un’altra sfida del gruppo comico-musicale barese.
«L’amministrazione comunale di Bitonto – ha detto Rino Mangini, assessore al marketing e al turismo di Bitonto – ha voluto fortemente coprodurre il nuovo spettacolo “Manicomic”. La Rimbamband è un’eccellenza del nostro territorio che siamo onorati di supportare: come Teatro Traetta, ci piace anche partecipare alla produzione di spettacoli che riteniamo in grado di produrre cultura e teatro ad alto livello. La Rimbamband in questo modo porterà il nome di Bitonto e del Traetta in giro per l’Italia nel corso del tour».
Questo spettacolo ha un valore aggiunto: si chiama Gioele Dix che ne ha curato la regia. L’incontro con la Rimbamband risale a 4 anni fa ed è stato subito feeling, complice l’energia creativa e la simpatia naturale che suscita il gruppo.
«Ci sono molte idee innovative all’interno di una struttura del teatro comico che osserva le sue regole ferree. – dichiara Gioele Dix – Non si perde mai però la scioltezza e la freschezza, in una pièce che tratta la follia in maniera molto intelligente.”
La trama
“Manicomic” parla di uno psichiatra (Raffaello Tullo) e quattro pazienti (Renato Ciardo, Nicolò Pantaleo, Francesco Pagliarulo, Vittorio Bruno), tutti con una diversa patologia. Facile immaginare il mix di comicità, clownerie e mimo che ne verrà fuori, il tutto giocato su una musicalità che diverte senza concedere sconti alla qualità o alla tecnica. Sul palco ci sarà anche un led wall, per giocare con tac e schermografie ironiche. E ci saranno vari oggetti che diventano strumenti musicali: tra i tanti, palloni da pallavolo, case-contenitori, palloncini e campanelli, “table percussion”.
“Abbiamo voluto alzare ancora una volta l’asticella – ha detto Tullo – con uno show impegnativo. Non intendiamo prendere in giro i pazzi. Anzi! intendiamo restituire dignità alla follia. Per quanto riguarda la collaborazione con Gioele, il regista ci ha dato una impostazione teatrale, quel rigore per il teatro che lui chiama “grammatica”, sempre nel rispetto del nostro stile. Sono stati utilissimi i suoi consigli sui tempi, sui ritmi della recitazione, sui cambi di registro.” La tradizionale improvvisazione del gruppo sarà salvaguardata. Anche la baresità è stata resa fruibile e comprensibile a tutti, in considerazione del fatto che dopo le date di Bitonto e Bari, “Manicomic” andrà in giro per l’Italia (Milano, Firenze, Bologna, Torino, ecc,).
“Come gruppo Megamark e Supermercati Dok (unico sponsor) – ha affermato il direttore Raffaele Pomarico – sostenendo la Rimbamband ci piace anche restituire qualcosa al nostro territorio. E con loro si è creato un rapporto che va al di là di una semplice sponsorizzazione. Crediamo nella loro comicità garbata e pulita”.
Alla realizzazione dello spettacolo hanno collaborato diverse giovani professionalità: l’assistente alla regia è Sara Damonte, video-regia di Michele Didone, videografica di Vincenzo Recchia, direttore della fotografia Claudio Procaccio, fonica Riccardo Tisbo, disegno luci Andrea Mundo.
Le date del tour
La prima assoluta andrà in scena al Teatro Traetta di Bitonto, domenica 16 dicembre, doppio spettacolo alle 18 e alle 21 (infotel: 080.374.26.36), per poi proseguire a Bari al Teatro Palazzo di Bari (infotel: 351.226.10.88, biglietti in vendita al botteghino e su vivaticket.it) a partire dal 25 dicembre (alle 21), 26 dicembre (alle 18 e alle 21), il 28 e 29 (alle 21) e il 30 dicembre (alle 18).
“La vita degli uomini nient’altro è che un gioco della pazzia”. (Erasmo da Rotterdam)




















