La Puglia per la sua posizione geografica ha svolto nel corso dei secoli la funzione di ponte tra Occidente e Oriente , ciò ha portato l’insediamento nel territorio di etnie e culture diverse che hanno lasciato segni profondi, ancora oggi molto evidenti . Sono molto forti i segni lasciati dalla forte convivenza, nella regione, delle tre religioni monoteiste: Bari, ad esempio, oltre ad aver accolto il culto di San Nicola , è stata anche la principale sede dell’emirato arabo, il più importante insediamento arabo nella penisola italiana.
A parlare di religiosità, cultura e arte nel nostro territorio ci ha pensato, mercoledì 12 dicembre presso il Museo Civico di Bari, il professor Giorgio Otranto, con “Il cammino dell’ Angelo e di San Michele”, inaugurando il ciclo di seminari specialistici di storia dell’arte organizzati dall’associazione culturale Hic Locus Est.
Ricordiamo, inoltre, che Giorgio Otranto oltre ad essere professore ordinario di Storia del cristianesimo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bari, e fondatore del Centro studi micaelici e garganici di Monte Sant’Angelo, è anche autore di numerosissime pubblicazioni scientifiche.
L’incontro è stata un’occasione importante per fare un excursus sulla storia multiculturale pugliese e sulla conservazione dei beni culturali che ne rappresentato la testimonianza storica, per eccellenza, di questo processo.
Tanti sono stati gli avvenimenti storici che hanno reso la Puglia crogiolo di culture diverse, tra questi ricordiamo il noto avvenimento nel 1087 quando alcuni marinai baresi trafugarono le reliquie di San Nicola da Mira per portarle a Bari; così come anche l’arrivo degli armeni nel 1924 in fuga dopo le persecuzioni del regime nazionalista turco; per non dimenticare, infine, lo sbarco a Bari nel 1991 della Nave Vlora con migliaia di migranti albanesi in fuga. Ma non solo la Puglia è ancora oggi nota per i suoi luoghi sacri che costituiscono mete di pellegrinaggio da tutto il mondo, basti pensare al santuario di San Michele di Monte Sant Angelo, oggi patrimonio mondiale dell’umanità Unesco.











