Se all’andata avevamo assistito a 65 minuti per il Lecce e 25 per il Benevento, quella di oggi è stata una partita dominata per tutto il tempo dagli uomini di Liverani e il pareggio sta stretto per quanto dimostrato in campo. Il primo tempo in particolare ha dimostrato netta superiorità del Lecce in tutti i reparti. Montipò, il portiere beneventano, si dimostra essere migliore in campo compiendo diversi ottimi interventi e mantenendo per un soffio il risultato sullo 0 a 0. Nel secondo vengono messi a segno i gol, a distanza di dieci minuti. Prima Mancosu poi Coda. E alla fine non succede più nulla. Ma per il calcio espresso i giallorossi salentini meritavano la vittoria e alla fine l’1 a 1 sta stretto.
Il Lecce parte con Fiamozzi al posto di Venuti e la coppia centrale Bovo Lucioni. Calderoni con l’ordine di scendere a sinistra e fare male. A centrocampo Tachtsidis viene mandato in campo dal primo minuto al fianco di Petriccione. Il Benevento non disattende le indicazioni della vigilia e si schiera col 3-5-2 con Insigne e Coda pronti a rendere la vita dura alla difesa leccese e Letizia e Improta sulle fasce.
Il Lecce parte benissimo e a testa bassa. Al secondo minuto già potrebbe passare in vantaggio. La Mantia trova una deviazione sfruttando un cross da destra di Fiamozzi che, come mi fa notare il collega e amico Annibale in Tribuna Stampa, ha il piede caldo. Montipò compie un miracolo e salva i suoi. Un minuto dopo è Lucioni a rendersi pericoloso sfruttando di testa un assist dal centrocampo. La palla finisce di poco alta. Gli spettatori ammirano un Lecce in forma e aggressivo. Il Benevento sembra sotto shock. Al 17esimo un’altra palla nitida. Scavone sfrutta sul secondo palo un altro bel cross e colpisce quasi a botta sicura. Quasi perché sulla linea salva Montipò. Il pressing leccese è asfissiante. Falco è funambolico. Il centrocampo e le due frecce laterali vanno che è una meraviglia. Il Benevento è disorientato. Se fosse un incontro di pugilato avrebbe preso primo e secondo “cazzotto” in pieno viso. Al 23esimo la palla buona capita ancora a La Mantia su assist di Lucioni, anche lui in giornata di grazia. Ancora una volta il pallone finisce di poco alto. Bisogna aspettare il 24esimo per assistere al primo tiro degli ospiti. Bandinelli non inquadra la porta ma fa vedere che c’è. Al 26esimo Coda viene ben servito, si invola verso la porta giallorossa ma cicca il pallone. Il centrocampo campano continua a soffrire, Tello è nervoso e si prende spesso con Scavone. Tachtsidis forse è l’unico giallorosso non al meglio. Non sbaglia nulla, ma non si propone, non si rende partecipe della manovra al 100 per cento. Almeno in questo primo tempo. Al 38esimo Mancosu ha un’ottima palla. Servito da Falco calcia verso la porta, ma viene deviato in angolo dalla difesa avversaria. Al 42esimo Vigorito sporca i guantoni e respinge in angolo un tiro dalla distanza di Coda. E’ la prima vera occasione del Benevento. Quando le due squadre vanno negli spogliatoi l’impressione è che il Lecce abbia dominato e gli sia mancato solo il gol. Il migliore in campo, non a caso intervistato da Dazn, è Montipò.
Il secondo tempo parte con un Benevento un po’ più spigliato e un Tachtsidis meno timido. La storia, però, non cambia. Al 52esimo Falco impegna Montipò che devia in angolo il destro del 20 leccese. Dopo un minuto stessa azione ma dall’altro lato e Mancosu calcia di poco fuori. Al 57esimo è La Mantia, su assist del centrocampista greco, a colpire di testa trovando, ancora, Montipò attento. Ci riprova tre minuti dopo ma la palla finisce alta. Si sforza, dà tutto, ma non trova il gol. Gol che arriva al 62esimo grazie a Falco che scende palla al piede, beve un paio di difensori del Benevento, e serve a Mancosu una palla facile da spingere in gol. Qui Montipò non può fare niente e si arrende. Il Lecce è meritatamente in vantaggio.
La reazione del Benevento si affida alle fasce. Letizia fa partire un tiro cross che impensierisce Vigorito ma finisce alto sulla traversa. Bucchi prova a cambiare qualcosa. Mette Buonaiuto per Del Pinto mai in partita. Dopo 2 minuti, al 70esimo Coda trova il gol del pari. Sfrutta una bella palla che proveniva dalle sue spalle e dopo aver resistito al disturbo di Calderoni batte a rete trafiggendo Vigorito.
Il Lecce prova subito a rimediare, rendendosi conto dell’ingiustizia subita. Falco da fuori area cerca un eurogol al volo di sinistro, ma la palla esce di poco. Da qui fino al 94esimo non succede praticamente niente a parte l’espulsione di Liverani un po’ ingenerosa e una girandola di cambi, ma la partita non si sblocca.
L’aspetto positivo è dato dal gioco. Nonostante le voci di mercato e il rischio di perdere gente come Lucioni o Mancosu da un momento all’altro, la squadra ha risposto alla grande e ha dimostrato di saper imporre il suo gioco.
L’aspetto negativo è aver lasciato sulla strada due punti che, con la sconfitta del Palermo e gli altri risultati della giornata, sarebbero potuti essere fondamentali.
Tra i migliori in campo, per il Lecce da sottolineare la solita prova di fantasia e imprevedibilità di Falco, da cui partono tutti i pericoli; quella di Fiamozzi che ha messo in area almeno dieci palloni d’oro e ha fatto impazzire il suo rivale di fascia Improta; la fermezza nel guidare la difesa e non farsi distrarre dalle voci di mercato di Lucioni; per il Benevento Montipò, Bandinelli e Coda su tutti. L’attaccante per aver fatto reparto da solo e aver sfruttare al meglio l’unica (o quasi) occasione avuta; il centrocampista per aver tenuto sotto l’assedio giallorosso e aver creato qualche occasione nel primo tempo; il portiere per aver salvato il risultato in più occasioni.
Da dimenticare il primo tempo di Tachtsidis, con tutte le attenuanti del caso, e qualche disattenzione di Bovo in difesa per il Lecce. Per il Benevento Tello è apparso troppo nervoso, insieme a tutto il reparto mai capace di prendere in mano il gioco.










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