È delle scorse ore la notizia dell’ennesimo dramma che si consuma in danno di un avventore di un bar qualsiasi di provincia che, per un errore, una svista, si trova a lottare tra la vita e la morte per lo scambio tra una bottiglia d’acqua e quella del detersivo brillantante per lavastoviglie.
Questa volta è un locale del Capo di Leuca, a Castrignano del Capo per la precisione, a finire sulle cronache dopo che a un giovane imprenditore di soli 28 anni, cui gli era stata versata, da un dipendente del bar, la sostanza incolore contenuta in una bottiglia di plastica, al posto di un banalissimo bicchier d’acqua e si era sentito subito male, tanto da essere stato immediatamente trasportato presso l’ospedale Panico di Tricase, sottoposto a un intervento di asportazione dello stomaco, durato 5 ore ed essere tuttora in terapia intensiv in condizioni critiche.
Intanto nella giornata di ieri l’Asl di Lecce ha disposto la chiusura a tempo indeterminato dell’esercizio commerciale coinvolto. Dalle immagini dell’impianto video sembra emergere chiara l’origine del gravissimo infortunio.
Il brillantante per la lavastoviglie era stato travasato in una bottiglia di quelle usate per l’acqua. Il barista, alla richiesta di un bicchiere d’acqua, ha così servito al cliente 28enne un bicchiere di brillantante. E il cliente ha bevuto.
Attualmente ci sono anche due indagati per lesioni gravissime colpose.
“Un evento che poteva capitare a chiunque, ed è questo che invita a far riflettere – rileva Giovanni D’Agata presidente dello Sportello dei Diritti – così come ci si chiede come sia ancora possibile che fatti analoghi accadono ancora ciclicamente in ogni angolo d’Italia, nonostante tutte le stringenti normative per la sicurezza alimentare e sul lavoro, tra le più avanzate rispetto a quelle dei paesi europei e sviluppati, più in generale. Non ci resta, quindi, che chiedere e invitare qualsiasi titolare, responsabile e dipendente di attività di ristorazione e di somministrazione di cibi o bevande, a innalzare prontamente e mai abbassare il proprio livello d’attenzione a partire dalla necessaria separazione delle sostanze pericolose o comunque non commestibili da quelle somministrabili all’utenza, mentre alle autorità demandante ai controlli ad aumentare le verifiche, perché solo così si potrà sperare che diminuiscano drasticamente eventi come l’ultimo di una lunga serie che a questo punto, non sono più semplici fatalità. Senza dimenticare, in ogni caso, la speranza e il più sincero augurio che l’ultima giovane vittima coinvolta possa in qualche modo riprendere la sua vita”.











