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In Puglia il 7,8% del parco circolante di autoveicoli è ad alimentazione alternativa

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Sono sempre i veicoli a benzina ed alimentati con il diesel ada avere la netta maggioranza del mercato degli autoveicoli circolanti in Puglia, come del resto avviene nel resto d’Italia. Ma quelli che una volta erano mercati di nicchia (le alimentazioni alternative) stanno acquisendo sempre più fette di mercato, sia pure con lentezza.

Gli autoveicoli ad alimentazione alternativa (elettrici, ibridi, a metano e a gpl) in circolazione in Puglia sono il 7,8% sul totale del parco circolante. Questo dato emerge da un’elaborazione su dati Aci dell’Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca della più specializzata rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico la cui prossima edizione, la 28esima è in programma a Bologna dal 22 al 26 maggio prossimi.

IN PUGLIA

Su un totale di 2.659.180 autoveicoli circolanti in Puglia, quelli elettrici, ibridi, a metano e a gpl sono 208.095 (che corrispondono, appunto, al 7,8% del parco), mentre quelli alimentati a benzina e a gasolio sono 2.451.085, e cioè il 92,2% del parco circolante. Più nello specifico, dei 208.095 autoveicoli ad alimentazione alternativa circolanti il 5% è alimentato a gpl (132.811 unità), il 2,6% è alimentato a metano (70.387 unità), mentre gli autoveicoli ibridi ed elettrici rappresentano solo lo 0,2% del parco circolante (4.897 unità).

IN ITALIA

A livello nazionale gli autoveicoli ad alimentazione alternativa in circolazione sono l’8,6% sul totale del parco circolante. Su un totale di 44,2 milioni di autoveicoli circolanti nel nostro Paese, quelli elettrici, ibridi, a metano e a gpl sono 3,8 milioni (che corrispondono, appunto, all’8,6% del parco), mentre quelli alimentati a benzina e a gasolio sono 40,4 milioni, e cioè il 91,4% del parco circolante. Nel dettaglio, dei 3,8 milioni di autoveicoli ad alimentazione alternativa circolanti il 5,6% è alimentato a gpl (2,5 milioni di veicoli), il 2,4% è alimentato a metano (1 milione di unità), mentre gli autoveicoli ibridi ed elettrici rappresentano solo lo 0,6% del parco circolante (circa 263.000 unità).

L’analisi dell’Osservatorio Autopromotec fornisce anche un prospetto regionale in base al tasso di penetrazione degli autoveicoli ad alimentazione alternativa sul totale del parco circolante. La regione in cui vi è la percentuale maggiore di autoveicoli ad alimentazione alternativa sono le Marche (17,8%), seguita da Emilia Romagna (17,3%), Umbria (12,8%) e Veneto (10,6%). Seguono, comunque sopra la media nazionale, la Campania (9,6%), il Piemonte (9,5%), la Toscana (9,3%) e l’Abruzzo (9,2%).

Agli ultimi posti di questa graduatoria, invece, si trovano la Sardegna e la Valle d’Aosta (dove rispettivamente solo il 2,4% e il 2% degli autoveicoli circolanti è ad alimentazione alternativa).

L’ANALISI

Dai dati esposti emerge dunque che gli autoveicoli ad alimentazione alternativa rappresentano ancora una quota minoritaria del parco circolante e in alcune regioni del tutto marginale. Tuttavia, si tratta di una quota in costante crescita: infatti, come dimostrano i dati degli ultimi anni, in Italia il parco circolante di autoveicoli ad alimentazione alternativa è passato dalle 3,4 milioni di unità del 2016 alle 3,8 milioni di unità del 2018, con un aumento percentuale dell’11,7%.

Gli autoveicoli elettrici ed ibridi, in particolare, sono quelli che hanno fatto registrare la crescita maggiore (+99% dal 2016).

Proprio la crescita delle motorizzazioni ibride ed elettriche nel nostro Paese, sottolinea l’Osservatorio Autopromotec, rappresenta senza dubbio il preludio di una vera e propria rivoluzione. Una rivoluzione che avrà un impatto importante su tutti gli aspetti della motorizzazione ma che determinerà cambiamenti significativi anche sull’autoriparazione. Di sicuro le auto elettriche e, in generale, le vetture del futuro, avranno meno componenti usurabili rispetto alle auto tradizionali di oggi, ma allo stesso tempo la domanda di autoriparazione non diminuirà.

Questo perché il crescente numero di sensori e centraline degli autoveicoli genererà la necessità di affidarsi alle officine di autoriparazione, le quali dovranno investire in attrezzature e strumentazioni all’avanguardia oltre che su una sempre più specializzata formazione del personale. Di questi argomenti, tra l’altro, se ne parlerà diffusamente in occasione di Autopromotec 2019.

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Redazione
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