Il Reddito di Cittadinanza va allargato nei settori merceologici di utilizzo, è questo l’indirizzo del decreto che sta per giungere dal Ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Oltre che spese alimentari, quotidiani, bollette, rata del mutuo o fitto, farmaceutica, e piccoli prelievi in contanti (dai 100 ai 210 euro, in base all’importo complessivo), si allargheranno le maglie dei consumi.
Sì ad abbigliamento, elettrodomestici grandi e piccoli, vini, ristoranti, mobili, libri, giocattoli. No invece per gioco d’azzardo e scommesse, superalcolici, gioielli e altri beni di lusso, antiquariato, prodotti finanziari e servizi streaming. Queste dovrebbero essere le nuove indicazioni.
Ad oggi 750mila cittadini sono stati ammessi alla misura di sostegno al reddito, con disponibilità mensili che vanno dai 40 euro ai 1.350 euro. Si stima però che 100mila beneficiari sarebbero pronti a rinunciare, avendo meno di 200 euro mensili e dovendo sottostare a troppi controlli, Patto per il Lavoro, e pene severe per l’impiego in nero.
Ad oggi tuttavia, sia la Guardia di Finanza sia i Centri per l’Impiego, non sono ancora pronti per la ricerca attiva del lavoro ed il controllo a tappeto di eventuali furbetti dell’ultimo benefit. I Navigator non ci sono ancora, ma il M5S naviga verso le Europee e deve compattare le fila.
Il RdC era già stato stravolto in origine, rispetto al significato originale del termine e all’ideologia, visto che per massimi sistemi dovrebbe essere una soglia minima di reddito di sopravvivenza sotto la quale nessun connazionale dovrebbe stare, facendo ciò che vuole della sua vita. Invece tra paletti all’ISEE, alle auto immatricolate, ad eventuali licenziamenti, ai risparmi in banca ecc., di fatto è diventato un ampliamento del Reddito d’Inclusione renziano.
Non solo, se l’obiettivo è spingere i consumi e dare una vita decorosa, ben vengano le nuove direttive per i vari capi d’acquisto. Non si comprende dove sia lo scandalo nell’acquistare cellulari o cialde per il caffè, visto che sono prodotti di ogni famiglia media. A meno che per vita dignitosa non intendessimo un livello terzomondista.
Ai migranti in questi anni abbiamo fornito Wi-Fi, trasferte, smartphone, ricariche e sigarette, spendendo dai 1.200 euro sino al doppio in caso di minori, pro capite mensili, ed ora ci fasciamo il capo per i nostri indigenti? Quando si parla del socialismo in Italia, per chi ne porta memoria, si dice spesso: “Tutti rubavano, tutti lo sapevamo, e tutti li votavamo perché in fondo nessuno moriva di fame.” C’è una saggezza profonda nei popoli che le élite tentano di lobotomizzare.












Comments are closed.