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Orsara e le Piccole Italie: domani il confronto sulle aree interne con Enrico Borghi

“Piccole Italie”: è questo il titolo del libro che sarà presentato domani, venerdì 6 settembre 2019, a Orsara di Puglia, nell’Auditorium comunale di via Giuseppe Di Vittorio, a partire dalle 9.30.

All’incontro, organizzato dalla ISSUP di Orsara con il patrocinio della locale Amministrazione comunale, sarà presente l’autore del volume, l’onorevole Enrico Borghi, Segretario d’Aula alla Camera dei Deputati per il Partito Democratico.

Le “Piccole Italie” sono quelle rappresentate dai comuni dell’entroterra, i centri che hanno una popolazione inferiore ai 5mila abitanti, la spina dorsale del Paese che oggi vive un momento in chiaroscuro, tra enormi potenzialità espresse solo in parte e grandi problemi come spopolamento e carenza di servizi. A introdurre e coordinare i temi della presentazione sarà Domenico Scoglietti, presidente ISSUP (International School of Studies for Unversal Peace). Particolarmente qualificato il tavolo dei relatori, con gli interventi di Marco Bussone, presidente nazionale dell’UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità ed Enti Montani), e di Sabrina Lucarelli, vicepresidente dell’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Gli interventi dei relatori saranno preceduti dai saluti del sindaco di Orsara di Puglia, Tommaso Lecce.

I PICCOLI COMUNI CHE FANNO GRANDE L’ITALIA. “Ci sono tante piccole Italie”, ha dichiarato Tommaso Lecce. “Tra quelle piccole Italie ci sono i centri dei Monti Dauni”, ha aggiunto il primo cittadino. “Sono oltre 5000 i comuni italiani con meno di 5.000 abitanti. In questi comuni vive un sesto della popolazione italiana, oltre 10 milioni di abitanti. I loro territori coprono il 70% del territorio italiano. Nei piccoli comuni ci sono 3.400 musei e 2.000 aree archeologiche. Quelli che ho elencato sono i dati pubblicati da Pierciro Galeone per Piccola Grande Italia”, ha spiegato Lecce.

Sono 4.396 le tipicità agroalimentari italiane prodotte nei comuni dell’entroterra italiano. I Piccoli Comuni rappresentano la spina dorsale del sistema italiano delle identità alimentari. I borghi sono i più attivi nella riscoperta e valorizzazione della loro offerta enogastronomica come leva di attrazione turistica.

“In questi giorni, c’è un nuovo governo che compie i suoi primi passi. Sarebbe un segno epocale di vero cambiamento se il nuovo governo, da adesso e per i prossimi anni, puntasse sui piccoli comuni, magari quelli della dorsale appenninica a cui apparteniamo anche noi. Lo dico perché è quella dorsale che unisce l’Italia, con una serie di problemi da risolvere e potenzialità da liberare che accomunano l’entroterra italiano dal Nord, al Centro e al Sud. Sulle aree interne si era cominciato a sviluppare un lavoro interessante. Il nuovo governo ricominci da quel lavoro, da quanto era stato prodotto in termini di analisi, strumenti e obiettivi. Le analisi compiute convergono tutte verso un dato: lo spopolamento, dovuto all’abbandono di queste aree dal punto di vista dei servizi e delle risorse, ha creato danni anche ai grandi agglomerati urbani, dove sono sempre più degradate le zone di periferia. Sono aumentate le tensioni sociali, i fenomeni disgreganti come il razzismo e l’esclusione di chi vive in condizioni materiali sempre più difficili. Si restituisca forza agli SPRAR, ai progetti di accoglienza degli immigrati che vogliono lavorare e integrarsi. E’ un sistema da perfezionare e potenziare, ma anche qui a Orsara di Puglia ha dimostrato di poter funzionare. Bisogna sperimentare soluzioni avanzate e innovative per restituire i servizi essenziali ai piccoli comuni: sanità territoriale, sostegno agli anziani, strutture e strumenti di formazione e sport per i più giovani. E’ stato un errore depotenziare i Consigli comunali e ridurre i trasferimenti statali ai piccoli comuni. Noi siamo il futuro che valorizza le radici della cultura italiana”, ha concluso Tommaso Lecce.

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Redazione
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