Il risultato dice 4 a 1, il campo qualcos’altro. Il Napoli dimostra di essere una grande squadra e di avere una rosa assolutamente competitiva, ma il Lecce non demerita per nulla e impegna i partenopei fino alla fine. Sul piano di gioco l’atteggiamento degli uomini di Liverani è sufficientemente aggressivo, ma di fronte oggi c’è un avversario competitivo capace qualche giorno fa di battere i campioni d’Europa del Liverpool. A voler guardare gli aspetti negativi male la fascia destra, sia Rispoli sia Benzar non si propongono mai in maniera decisiva e malino il centrocampo lento e impreciso. Ma quando gli avversari non ti fanno giocare non è mai facile imporre o tentare di imporre la propria visione.
I gol arrivano in maniera strana nel primo tempo (un rimpallo favorisce Llorente e un rigore di Insigne fatto ripetere in maniera molto fiscale). Nel secondo invece un gran gol di Ruiz non spegne del tutto l’agonismo del Lecce che trova orgoglio e caparbietà e accorcia le distanze con un rigore di Mancosu. La doppietta di Llorente chiude la partita sul 4 a 1.
Ancelotti opta per un nutrito turnover. Si affida a Ospina in porta e in difesa dei fedelissimi manda dentro solo Koulibaly. A centrocampo spazio a Elmas e in attacco a Llorente. Liverani rispetto a Torino dà fiducia a Mancosu dal primo minuto al posto di Lapadula. L’obiettivo è avere due trequartisti o tre attaccanti di movimento per non dare punti di riferimento alla difesa offensiva.
I primi dieci minuti sono di studio reciproco. Le due squadre provano a stanarsi a vicenda, con un leggero possesso palla del Napoli che grazie ai suoi palleggiatori di caratteristiche notevoli può tenere in mano il pallino.
La prima occasione, tuttavia, capita al Lecce con Farias. Il suo tiro è bello ma leggermente impreciso. Falco viene tenuto a bada con le buone o con le cattive. Da quello che si vede in campo si capisce che Ancelotti in settimana è stato chiaro: è lui l’osservato speciale.
Tra il 24esimo e il 25esimo Lecce trema. Prima Insigne e poi Milik vengono fermati da Gabriel in maniera impeccabile. L’attaccante della nazionale ci prova da fuori area, mentre il polacco di testa su calcio d’angolo. Il gol è nell’area, però. E arriva dopo due minuti con Llorente che è tanto bravo quanto fortunato a trovarsi un pallone tra i piedi dopo un doppio rimpallo su tiro di Milik.
Il Lecce ha carattere e nonostante tutto non gioca male. Prova a uscire, a farsi vedere, ma i difensori napoletani sono molto attenti. Il Napoli raddoppia, però. Un calcio di rigore per fallo di Tachtsidis viene assegnato ai partenopei. Insigne dal dischetto si fa ipnotizzare da Gabriel, ma per l’arbitro è tutto da rifare. Il portiere si è mosso prima e per le nuove regole non si può fare. Il secondo rigore non viene sbagliato da Insigne e il Napoli è in vantaggio di due gol. Tuttavia, fiscalità per fiscalità, anche il secondo rigore presenta gli estremi per essere annullato. Ben 7 giocatori sono presenti in area al momento del tiro. Così finisce il primo tempo.
Nel secondo il Napoli la vuole chiudere mentre il Lecce non ha nulla da perdere e vuole provare a giocarsela ancora di più a viso aperto. Le occasioni non mancano. Liverani manda fuori Tachtsidis e Falco più per preservarli per mercoledì sera (ci sarà il match contro la Spal) che per tattica. Ruiz, come detto, con un capolavoro di sinistro da fuori area porta il punteggio sul 3 a 0. Il Lecce dal canto suo non ha intenzione di uscire dal campo. Majer impegna Ospina con un bellissimo destro e sulla respinta il portiere mette giù Farias che, con Mancosu, stava provando a ribattere a rete. Il rigore è netto e Mancosu non sbaglia. A dieci minuti dal termine i 22 in campo non hanno intenzione di fermarsi e allora Llorente sfrutta una buona azione di Lozano e ribatte ancora una volta in rete una respinta di Gabriel, mentre Tabanelli stoppa e tira al volo in area trovando prima Koulibaly, poi Ospina e infine il palo. E’ la metafora della partita. Lecce volenteroso, un po’ sfortunato e Napoli cinico e pieno di qualità.
Una prestazione, quella degli uomini di Liverani che non deve far disperare, ma semplicemente lavorare con più convinzione e umiltà. Solita prestazione maiuscola di Majer. Bene anche Gabriel nonostante le 4 reti subite. A Falco è stata tolta anche l’area per respirare e non è stato per nulla facile oggi. Male, molto male la fascia destra. Forse il settore dove si deve lavorare di più. Uno come Venuti inizia a mancare seriamente.




















