“La mafia pugliese è anomala rispetto alle altre. In Sicilia, Calabria e Campania le organizzazioni sono storiche, hanno tradizioni e origini che affondano le loro radici nella storia politica ed economica della regione in cui operano. La vicenda pugliese rappresenta invece un classico caso di utilizzazione mafiosa di un territorio originariamente non mafioso e di “mafiosizzazione” di una criminalità priva di tradizioni, ma che è stata rapida nell’assimilare le caratteristiche proprie delle organizzazioni mafiose storiche”. Sono queste le parole di Luciano Violante da cui prende le mosse il libro “Malapuglia”, firmato da Andrea Leccese e pubblicato da Castelvecchi Editore.
L’autore propone un’accurata e dettagliata fotografia delle organizzazioni criminali pugliesi che hanno lo scopo di controllare un determinato territorio, facendo leva sulla loro forza intimidatrice, prodotto dalla fama criminale che si sono costruite nel tempo. Clan che non si occupano solo di attività illecite ma che riescono anche ad inquinare l’economia legale, reinvestendo l’enorme massa di denaro accumulata grazie al monopolio dei redditizi traffici illeciti.
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Leccese evidenzia che la Puglia viene sistematicamente abbinata solo alla Sacra Corona Unita, ossia all’organizzazione criminale salentina. Ma nella regione, in particolare nelle province di Bari e di Foggia, sono esistite ed esistono anche altre associazioni mafiose.
L’autore sottolinea che la Puglia felix, espressione coniata per indicare la circostanza che questa regione meridionale ancora negli anni Settanta era priva di una criminalità mafiosa, non è che un ricordo sbiadito. E così, il volume dedica focus specifici alla famosa Sacra Corona Unita, alla malavita barese, diversi gruppi che agiscono autonomamente, alla mafia foggiana, “scoperta” solo di recente.




















