E’ stato ufficialmente varato il programma della stagione 2019/2020 del Teatro Traetta di Bitonto. A presentarlo alla stampa sono intervenuti oltre al Sindaco Michele Abbaticchio e all’assessore alla cultura Rocco Mangini, anche Giuseppe D’Urso (nella foto), Presidente del Teatro Pubblico Pugliese, e Giulia Delli Santi, responsabile delle attività teatrali dello stesso TPP.
Ricordiamo che il Teatro fu costruito nel 1838 e fu intitolato a Umberto I. Chiuso alla fine degli anni ’30 fu poi ristrutturato e riconsegnato alla cittadinanza nel 2005 con la titolazione a Tommaso Traetta, famoso compositore bitontino. E partendo dalla responsabilità gestionale derivata all’amministrazione proprio dalla ristrutturazione, il primo cittadino ha sottolineato l’impegno non indifferente per mantenere la struttura in efficienza, in tutti i sensi. Infatti l’investimento in cultura è notevole, mentre la maggior parte dei Comuni confinanti in genere limitano la loro attività culturale alle festività natalizie e alle feste patronali. Bitonto si è classificata a pieno titolo tra le prime 10 città candidate a capitale della cultura d’Italia per il 2020; pertanto ha il diritto, ma soprattutto il dovere, di essere almeno un punto di riferimento per l’entroterra barese. E con questa finalità il Teatro è stato inserito da tempo nell’autorevole circuito del Teatro Pubblico.
L’offerta culturale è naturalmente diversificata e non si limita al cartellone legato alla prosa del TPP: esso va ad inserirsi in una più vasta programmazione che prevede ben sei serie di spettacoli, a cominciare da “Il comico è una cosa seria” diretta da Gianni Ciardo (esordio il 15 novembre con “Novecento”).
In totale saranno allestiti circa 50 spettacoli.
Ma entriamo nello specifico. Dopo le due anteprime fuori abbonamento che hanno visto il 30 ottobre Raf e il 3 novembre Alessio Boni e Omar Pedrini in concerto, si riparte il 14 dicembre: Enzo De Caro sarà l’avaro imprenditore Gervasio Savastano in “Non è vero ma ci credo” di Peppino De Filippo. Il 21 dicembre Ettore Bassi è il protagonista de “L’attimo fuggente”, trasposizione teatrale del film del 1989. Si riprende nel 2020 il 10 gennaio con “Il miles gloriosus” di Plauto, in omaggio a una idea di classicità che si vuole perseguire. Sul palco ci sarà Flavio Albanese. Sempre a gennaio il 25, ecco uno dei momenti più attesi, quello di Serena Autieri e Paolo Calabresi, che con molta ironia metteranno a nudo le false morali che si nascondono dietro le convenzioni. Non manca lo sguardo attento alla musica con i Radicanto e Nabil Bey che presenteranno l’8 febbraio un sontuoso omaggio a Domenico Modugno. Il 6 marzo è prevista la rivisitazione di un altro film, “I soliti ignoti” di Monicelli, mentre la chiusura toccherà alla Compagnia “La Luna nel letto” con “L’abito nuovo”, commedia ispirata alla omonima novella di Pirandello portata in scena da Eduardo De Filippo.
Giulia Delli Santi ha dichiarato di sentirsi a casa, in famiglia, riferendosi a quella “bomboniera” che è il Teatro Traetta: “Si respira amore puro per la cultura”. Quella cultura che per D’Urso rimane inalienabile strumento e valore di crescita.
I prezzi dei biglietti sono molto accessibili: per l’abbonamento ai sette spettacoli vanno dai 96 euro per il secondo settore ai 175 per la platea. Sono previste numerose agevolazioni per i giovani, e soprattutto per studenti e professori che hanno collaborato attivamente alla manifestazione “Cortili aperti” in questi ultimi anni.
A margine è stata brevemente presentata la quarta edizione della “Comedy by FITA”, rassegna di teatro amatoriale, quest’anno dedicata alla memoria della compianta insegnante Anna Damone.











