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ArcelorMittal, Ubaldo Pagano: “Lo Stato intervenga per i cittadini del quartiere Tamburi di Taranto”

“Dopo gli ultimi sviluppi della vicenda ILVA, si rende ancora più improrogabile un intervento dello Stato a beneficio dei tanti cittadini del quartiere Tamburi di Taranto che, ancora più di altri – se possibile – hanno dovuto subire gli ingenti costi dell’inquinamento prodotto dagli stabilimenti siderurgici”. E’ questo il commento del parlamentare pugliese del Partito Democratico Ubaldo Pagano, che commenta preoccupato le ultime notiziesul tira e molla tra il Governo ed ArcelorMittal.

“Molti tarantini – sottolinea Pagano – proprietari di immobili nel quartiere più vicino ai parchi minerali del siderurgico, si sono attivati negli scorsi anni affinché vedessero riconosciuto il proprio diritto al risarcimento dei danni subiti a causa dell’ILVA, sia in termini di deprezzamento degli immobili, che di ridotto godimento degli stessi”.

Sebbene diverse sentenze abbiano riconosciuto l’esistenza del danno e condannato ILVA al risarcimento, la procedura di Amministrazione Straordinaria avviata dallo Stato Italiano ha bloccato i procedimenti in corso e sgretolato ogni concreta speranza di vedersi riconosciuto il risarcimento.

E Pagano sottolinea: “L’ingiustizia si rivela ancor più grave se si pensa alle somme superiori al miliardo di euro confiscate dallo Stato alla Famiglia Riva. In quella occasione a nessuno venne in mente di dedicare una piccola parte di quell’importo per risarcire i proprietari di immobili del Tamburi, nonostante che tutte le domande di risarcimento pendenti non superassero tre milioni di euro complessivi. Al pari, resta assolutamente improcrastinabile venire incontro a tutte quelle imprese dell’indotto che vantano crediti nei confronti di ILVA e che, da anni, reclamano giustamente il riconoscimento della prededuzione dei propri crediti. Gli stabilimenti ILVA hanno segnato – negativamente – la storia recente di Taranto, gravando irrimediabilmente sulla salute di molti cittadini e sull’ambiente di un intero territorio”.

Ma come fare per Taranto?

“Se una radicale svolta è l’unica via da percorrere per restituire a Taranto e ai tarantini tutto ciò che è stato loro sottratto negli ultimi decenni, un intervento immediato in favore delle persone e delle imprese maggiormente colpite è il minimo che un Governo che abbia a cuore le sorti di questa comunità possa fare”.

“Si provveda immediatamente, quindi, a risarcire, anche con un indennizzo simbolico del 50%, le tante famiglie del quartiere Tamburi a cui, malgrado il riconoscimento del grave danno subito, non hanno ancora avuto una risposta concreta dallo Stato italiano. E al contempo, si aiutino le imprese fornitrici o appaltatrici dell’indotto a vedersi restituito quanto legittimamente reclamato, favorendo la definizione di accordi transattivi con l’Amministrazione Straordinaria di ILVA che prevedano il riconoscimento in prededuzione di una somma pari ad almeno il 30% dei crediti azionati e disponendo un credito di imposta per l’IVA versata sulle fatture emesse e non saldate.

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