È necessario assicurare monitoraggi e verifiche approfondite sul terreno in contrada San Nicola a Otranto, dove, ai fini della realizzazione del gasdotto Poseidon, è prevista la costruzione della stazione di misura. Sul sito infatti insiste la vecchia discarica Bandino, dove in passato sono stati smaltiti, tra l’altro, rifiuti contenenti amianto. Per questo ho richiesto ad ARPA di conoscere il programma degli operazioni di messa in sicurezza proposto dalla società e quali saranno le modalità di intervento”. È quanto dichiara il consigliere del M5S Cristian Casili.
“Nel corso delle indagini sui terreni acquistati per costruire la stazione di misura – continua il pentastellato – è emersa la presenza di amianto nel sito della discarica, per questo è indispensabile che tutti i soggetti competenti si attivino affinché sia garantita la messa in sicurezza dello stesso, prevenendo potenziali rischi per l’ambiente e la pubblica incolumità. È necessario, innanzitutto, capire se la presenza di amianto e di altri rifiuti abbia prodotto contaminazioni delle matrici ambientali accertando attraverso indagini preliminari eventuali rischi. È importante inoltre capire se sia necessario estendere le indagini anche alle aree limitrofe e se il sito sia idoneo ad ospitare i lavori da realizzare. Ciò in quanto un’eventuale presenza di amianto tombato tal quale renderebbe alquanto difficoltosa la bonifica e rischiose le lavorazioni che riguardano la parte superficiale del suolo, rendendo di fatto problematico qualsiasi intervento di trasformazione del lotto interessato”.
Il 25 giugno scorso presso la Provincia, Poseidon ha illustrato le fasi del programma di intervento che prevede la mappatura dei rifiuti in superficie, indagini sulla natura e consistenza dei rifiuti nel sottosuolo e analisi della falda. È previsto un report mensile e uno finale a dicembre. Anche la Regione nei giorni scorsi ha convocato la società.
“Alla luce della particolare tipologia dei rifiuti presenti – conclude Casili – ritengo sia importante che gli interventi di messa in sicurezza del sito siano avviati il prima possibile e che gli enti competenti rendano noti tempestivamente i risultati dei monitoraggi al fine di garantire una corretta informazione ai cittadini”











