La Corte di Appello di Bari, presieduta Giorgio Pica, ha assolto ieri dal reato di abuso d’ufficio Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, e l’ex direttore generale della Asl di Bari, Lea Cosentino. La sentenza è stata emessa dopo circa un’ora di camera di consiglio, confermando nei fatti la sentenza del mese di ottobre del 2012, in primo grado, che aveva assolto i due imputati “perchè il fatto non sussiste”.
I fatti per cui Vendola e la Cosentino sono stati processati si riferiscono alla delezione del primario di chirurgia toracica dell’ospedale San Paolo di Bari, ruolo assegnato al professor Paolo Sardelli. Non c’è stata condotta illecita, nè altro tipo di alterazione del procedimento di selezione, e le indicazioni si sono rivelate del tutto legittime e lecite.
“Si compie, dopo cinque anni di turbamento e travaglio, la mia vicenda giudiziaria. Paolo Sardelli è un primario bravissimo, peraltro estraneo alla mia parte politica, le cui qualità sono sotto gli occhi di tutti – dice il presidente della Regione Puglia – Sono stato processato, sono stato assolto quella assoluzione è stata trasformata in una condanna dai mass media usando strumentalmente una fotografia che raccontava di una occasionale compresenza a una festa di compleanno molti anni prima del processo”.
“Non mi sono mai lamentato di aver subito questo controllo dei miei comportamenti – sottolinea Vendola– Un pubblico amministratore per definizione è sottoposto al controllo di legalità. Quand’anche avessi sentito un esercizio improprio della giustizia, non me ne sono lamentato e mi sono difeso, non dal processo, ma nel processo. E, grazie a Dio, li ho vinti tutti”.











