Violenti. Criminali e sfruttatori di disperati ridotti a poco più che schiavi. Per non parlare delle ragazze costrette a prostituirsi per anni sul ciglio delle strade di tutt’Europa. E per chi non aderiva alla organizzazione criminale, chiamata “confraternita” erano botte ed episodi di violenza inaudita.
Un duro colpo a due ramificate organizzazioni criminali è stato realizzato in queste ore. Decine di arresti e perquisizioni, eseguite su ordine della Direzione distrettuale antimafia della procura di Bari, sono in corso in Puglia, Sicilia, Campania, Calabria, Lazio, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna e Veneto; l’attività è stata eseguita dai poliziotti della Squadra mobile di Bari, con la collaborazione degli omologhi uffici investigativi provinciali ed il coordinamento del Servizio centrale operativo
Colpite due organizzazioni mafiose di matrice nigeriana accusate di associazione a delinquere, tratta, riduzione in schiavitù, estorsione, rapina, lesioni, violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione.
Con il supporto della Divisione Interpol del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, alcuni degli indagati sono stati rintracciati e catturati in Germania, Francia, Olanda e Malta.
Gli indagati rispondono di associazione per delinquere, tratta, riduzione in schiavitù, estorsione, rapina, lesioni, violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione e sono, in totale, 32 i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Gli arrestati sono accusati di aver fatto parte, insieme a numerose altre persone non ancora identificate, di due distinte associazioni a delinquere di stampo mafioso, di natura cultista, operanti nella provincia di Bari quali cellule autonome delle fratellanze internazionali denominate “Supreme Vikings Confraternity – Arobaga” e “Supreme Eiye Confraternity”, che hanno agito per lungo tempo allo scopo di ottenere il predominio sul territorio barese e di gestire i propri affari illeciti.
Una delle principali attività illecite è stata quella dello sfruttamento della prostituzione, arrivando ad occupare immobili a Bari. Inoltre le due associazioni sfruttavano i giovani nigeriani che mendicano davanti ai supermercati ed altri esercizi commerciali di Bari e provincia. I servizi di intercettazione telefonica hanno delineato uno spaccato di vita e di criminalità all’interno della comunità nigeriana ben chiaro, confortato dalle dichiarazioni delle vittime che hanno confermato il pagamento del ‘pizzo’ sui loro miseri ricavi, con consegna di denaro agli esponenti delle gangs o con ricariche telefoniche sulle utenze di costoro.
I due gruppi criminali, distinti ma intersecanti e collaborativi tra di loro, hanno dimostrato di possedere una struttura rudimentale quanto ai mezzi adoperati, ma solidissima dal punto di vista della ideologia, della organizzazione e dei reati da perseguire, senza cercare in alcun modo aderenze con le mafie locali.
Si sono registrati casi di inaudita violenza nei confronti di coloro che non accettavano di aderire alle confraternite o che non ne rispettavano le regole.
Le vittime hanno raccontato agli investigatori di veri e propri pestaggi, frustate, pugni, calci e bastonate con l’utilizzo di spranghe, mazze e cocci di bottiglia. Nei confronti delle donne nigeriane, in particolare, e’ emersa anche la vessazione psicologica riservata ad un ceto ritenuto inferiore, buono solo a soddisfare le esigenze sessuali della comunità maschile e, soprattutto, a produrre denaro attraverso lo sfruttamento della prostituzione.











