La discussione sulla modifica della legge elettorale regionale in Puglia si avvia verso la conclusione, ma le indiscrezioni che trapelano non promettono nulla di buono, almeno secondo l’Altra Puglia, che mette sul banco degli imputati il Pd e la maggioranza rei di volere una legge che possa garantire se stessi e tagliare le gambe ai piccoli partiti.
“Come per l’Italicum il Partito Democratico – scrivono i responsabili dell’Altra Puglia – sembrerebbe aver scelto anche per la Puglia la strada della democrazia elitaria, attraverso un innalzamento della soglia di sbarramento a livelli accessibili solo a due o tre soggetti politici”.
Se queste indiscrezioni dovessero trovare conferma in aula, anche il Consiglio regionale della Puglia diventerebbe, secondo l’Altra Puglia, “un circolo riservato ad una ristretta aristocrazia politica, mentre una consistente parte della popolazione pugliese verrebbe condannata, questa volta per legge, a rimanere senza rappresentanza”.
L’Altra Puglia, è una lista di sinistra che fa capo a Rifondazione comunista e si rifà alle idee del premier greco Tzipras, ed ha già annunciato che alle prossime elezioni correrà individualmente, senza nessun apparentamento con Michele Emiliano e con il Partito Democratico.
E proprio contro il Pd si scagliano i responsabili pugliesi.
“Ancora una volta – sottolineano- il Pd travisa il senso della semplificazione, che dovrebbe riguardare quantità e cavillosità delle normative, trasformandola in una inesorabile mannaia su quei pochi diritti che ancora restano ad una cittadinanza sempre più calpestata. Dopo averci tolto il diritto di voto per il Senato e per le Province. Dopo averci tolto il diritto di lavorare. Dopo averci tolto perfino il diritto di respirare, con i decreti Ilva e Sblocca Italia. Oggi intende toglierci il diritto di essere rappresentati nelle poche Istituzioni elettive rimaste. Istituzioni che con la regia del Partito Democratico stanno diventando sempre più antidemocratiche“.











