Terminato il calciomercato invernale è ora tempo di Bilanci. “Abbiamo lavorato tanto ma sono contento. – dice un soddisfatto Sean Sogliano – Sicuramente il nostro grande colpo è stato Floro Flores. E’ stata un’intuizione forse insperata perché nessuno pensava potesse scendere di categoria”. Al rientro da Milano il direttore sportivo del Bari vuole vedere i frutti del suo lavoro sperando che il campo gli dia ragione.
“Abbiamo fatto dieci operazioni è vero ma tutte dovute a determinate motivazioni. – continua Sogliano – Qualche giocatore che stava a Bari aveva bisogno di cambiare aria. Nessuno è andato via perché non è un buon giocatore ma perché non avevano più entusiasmo o testa per rimanere in questa società. Come Di Cesare. Con lui ho parlato chiaramente, non vogliamo avere giocatori che hanno “mal di pancia” e siccome lui se non gioca rimane deluso ha preferito prendere un’altra strada. Ma anche Romizi. Lui era in uscita per volontà sua e quindi nostra. Per una serie di motivi, non prettamente del Bari, il giocatore ha deciso di rimanere sapendo però che viene considerato come un giocatore in uscita. Lo metteremo in lista oggi poi il suo futuro nella squadra dipenderà dall’allenatore. Io spero che lui si comporti da professionista come ha sempre fatto”.
Improvviso il colpo Galano, rientrato a Bari dopo una stagione e mezza. Un’operazione legata al fallimento della trattativa di Tonev: “Per un discorso economico il Crotone ha preferito trattare Tonev con il Benevento piuttosto che con noi. Abbiamo quindi preso un’altra strada e percorso quella di Galano”.
Tante polemiche invece sono nate intorno alla cessione dei due giovani talenti Scalera e Castrovilli. Sogliano resta con i piedi per terra e spiega che il problema sta proprio nel settore giovanile biancorosso: “Bisogna essere onesti. Il Bari deve ricreare il settore giovanile. Ad oggi se abbiamo offerte per i giovani è per dare solidità al club, al settore giovanile e persino ai campi dove si allenano. Sono ragazzi ottimi in prospettiva ma abbiamo considerato anche che attualmente non davano nulla in più a questa rosa. Ovviamente mi auguro tutto il meglio per loro. E poi se abbiamo preso questa decisione è perché i ragazzi sono contenti dell’operazione, a noi entra qualcosa in tasca e riusciamo a far vedere che il Bari è capace fare questo tipo di operazioni”.
Insomma per Sean Sogliano quella uscita dal mercato di riparazione è una rosa competitiva “di una società che ha il sogno di andare in serie A. Così come tutti i tifosi. Se lo viviamo come un obbligo però ogni anno inevitabilmente rivoluzioniamo la squadra e siamo punto e a capo. Non è però un alibi questo. Se io sono venuto qui, come Colantuono come altri giocatori è perché tutti abbiamo il sogno di andare in serie A”.




















