Ancora fatali gli ultimi minuti per l’US Lecce che non riesce a portare a casa i 3 punti. Mercoledì contro la Sampdoria il gol del pareggio è arrivato al 92esimo, oggi all’85esimo. In entrambi i match il Lecce aveva condotto una buonissima partita meritando a tutti gli effetti la vittoria. Il pareggio, alla fine, lascia, da una parte, l’amaro in bocca, ma la convinzione, al contempo, che la squadra riesce a realizzare delle ottime prestazioni frutto di un’impostazione tattica votata all’attacco e al bel gioco. Per il Sassuolo, dal canto suo, la partita era troppo importante per perdere. C’è da dire che, dopo un primo tempo ben giocato dai leccesi, neanche nel secondo tempo i neroverdi sono mai stati più pericolosi dei giallorossi, anzi. Più occasioni del 3-1 che del 2-2 prima della beffa finale.
Le scelte
Entrambi gli allenatori compiono scelte importanti: De Zerbi, anche per necessità, rivoluziona il centrocampo, si affida a Kyriakopoulos sulla sinistra al posto di Peluso e in attacco Defrel sostituisce Caputo; Liverani riporta Calderoni tra i titolari, recupera Majer e lascia in panca Falco preferendo Mancosu-Lapadula-Babacar (in campo per la prima volta insieme in questa stagione).
La partita
PRIMO TEMPO – Il match inizia a ritmi alti. Dopo i primi minuti di marca Sassuolo, è il Lecce a prendere il pallino del gioco. Infatti dopo un’occasione sui piedi di Traore (al 4′), sono i giallorossi a sfiorare il gol con Babacar e Majer (all’8′). Il primo viene rimpallato dalla difesa, il secondo si fa respingere il tiro da Consigli. Lo sloveno ha il piede caldo e decide di sfruttare il terreno bagnato con dei tiri velenosi da fuori. Per questo, ci riprova al 12′ con un tiro praticamente fotocopia. E anche la risposta di Consigli è simile. Dopo due minuti Babacar, contrariato, lascia il campo a Falco dal momento che Liverani considera più grave del previsto un infortunio. Lapadula cambia zona di gioco e Falco si sposta a destra. In questi stessi minuti il Lecce trova il vantaggio. Cross lungo di Rossettini, controllo splendido e gol di destro di Lapadula che sembra in un buon periodo di forma. Il Sassuolo pur scosso dal gol non è in grado di creare moltissimo fino al 35′. Il Lecce è attento e i tre attaccanti neroverdi non pungono. Allora ci pensa un difensore a sbloccare la situazione. Toljan, dopo una buona triangolazione, si presenta davanti a Gabriel e lo batte come se fosse un attaccante navigato. Il Lecce, però, ha un altro passo e riesce a ritrovare il vantaggio, meritatamente. Lapadula crea scompiglio in difesa e riesce a ottenere un calcio di punizione dal limite. Prende la palla, ma sa benissimo che deve lasciarla lì dov’è. E infatti si avvicina Falco e realizza un magistrale gol. Il primo tempo, piacevolissimo e giocato a intensità vertiginosa, restituisce un Lecce molto brillante e un Sassuolo poco cattivo, più concentrato al palleggio e meno alla sostanza.
SECONDO TEMPO – Il secondo tempo inizia a un ritmo sicuramente più blando del primo. Infatti per vedere la prima occasione dobbiamo aspettare il 55′. E’ Boga a creare scompiglio sulla fascia destra leccese e a mettere nei guai la difesa. Che tuttavia riesce a districarsi in maniera sufficiente. Come detto, però, il tempo è tranquillo per il Lecce che controlla e, anzi, crea più del Sassuolo. Se il tiro di Falco al 78′ o quello di Mancosu all’85’ avessero avuto più fortuna la partita sarebbe stata messa in cascina. Invece il Lecce non riesce a chiuderla e anzi si apre sorprendentemente di fronte a un lancio centrale che di fatto buca la difesa giallorossa in quel momento costituita da 5 uomini per l’ingresso di Riccardi. Gabriel fa il massimo su Defrel, ma Berardi è più veloce di tutti a prendere la ribattuta e pareggiare di sinistro. Nonostante la botta, il Lecce riesce ancora a essere pericoloso. Almeno due volte in maniera limpida. Una con Lapadula al 92′ e una con Meccariello e Falco che da destra mettono in serie difficoltà la difesa sassuolese e Consigli.
La partita finisce in parità, ma il Lecce deve ripartire dagli aspetti negativi che sono tanti e incoraggianti. Non deve, al contrario, lasciarsi prendere dallo sconforto per aver conquistato due punti nell’ultima settimana invece dei sei ampiamente meritati.




















