Finisce 4 a 2 per i padroni di casa una gara che alla vigilia si preannunciava brillante. E, dopo 90 minuti, non ha per nulla disatteso le premesse. Pesano tuttavia gli errori di Babacar dal dischetto (il secondo su due rigori battuti) e di Manganiello che punisce solo l’ingresso di Lapadula nell’area di rigore, non considerando la presenza di altri 3 giocatori biancazzarrui. Il calciatore appare sulla linea dell’area non appena Babacar colpisce il pallone, a voler essere fiscali invada l’area ma con le braccia, mentre ben 3 giocatori laziali invadono lo spazio con tutto il corpo. Il gol non è da convalidare, ma il rigore è da ribattere. Se così fosse stato fatto, se il regolamento fosse stato rispettato, la partita avrebbe preso tutt’altra piega e staremmo parlando di un’altra storia. Ma questo non fa testo.
Il Lecce esce dall’Olimpico tra gli applausi per aver dimostrato di essere una squadra viva, combattiva e disposta a non mollare neanche quando la partita sembra ormai compromessa. Di fronte una grande Lazio con Milinkovic-Savic e Lazzari con un altro passo. Infallibile Correa che non appena ha due centimetri liberi li sfrutta.
Il primo tempo è piacevolissimo. Giocato a buon ritmo. Pesante l’assenza di Falco per il Lecce, sostituito da Babacar che fa coppia con Lapadula. Le occasioni fioccano, perché le squadre non pensano a coprirsi ma a offendere. Nei primi dieci minuti hanno già due occasioni a testa. Correa e Luis Alberto da una parte, Babacar e Mancosu dall’altra. I portieri capiscono che sarà una giornata impegnativa. E poi ancora Tachtsidis, Babacar, Luis Alberto, Mancosu, Lulic. Dopo 25 minuti sono tantissime le occasioni create da entrambe le squadre. Un po’ imbambolata la difesa leccese, ma tenere a bada tanta qualità non è affatto semplice. Al 30′ la Lazio passa. Correa sfrutta lo spazio in area e buca Gabriel. Ma il Lecce non si deprime, anzi. Prima dello scadere riesce a fare 1 a 1. Calderoni batte, per la prima volta, un calcio d’angolo tradizionale e dopo il tocco aereo di Rossettini Lapadula di avventa sul pallone e trafigge Strakosha.
Il secondo tempo è ancora più bello, se possibile. Babacar con un colpo di testa rischia di sorprendere Strakosha. Il portiere è bravissimo e toglie il pallone da dentro la porta. Tachtsidis anche ha l’occasione sul sinistro ma calcia centrale. Nel miglior momento del Lecce passa, però, la Lazio. Al 62′ Milinkovic-Savic sfrutta ancora una dormita della difesa giallorossa e anticipa Calderoni battendo Gabriel. La partita si mette in salita per i giallorossi, ma come detto il carattere di Liverani si vede tutto. Il Lecce ha la bravura di non deprimersi e ha l’occasione sui piedi per pareggiare. Mancosu è bravo a conquistare un calcio di rigore. Babacar non lo sfrutta facendosi ipnotizzare da Strakosha ma Lapadula riesce a anticipare tutti e segnare. L’arbitro, però, annulla per invasione dell’area. Il fermo immagine mostra chiaramente dei grossi dubbi sulla condotta arbitrale, come detto in apertura. La mazzata stende il Lecce e apre la strada alla Lazio che dilaga. Prima Immobile su rigore poi Correa con un bel tiro da distanza ravvicinata. C’è tempo per La Mantia per realizzare il primo gol in serie A, utile solo per le statistiche.
A fine gara ai microfoni di Sky, il presidente Sticchi Damiani parla chiaro: “La regola è chiara. Se i giocatori sono in area il rigore va ripetuto. Oggi a Roma c’erano 4000 tifosi leccesi, è difficile spiegare loro come mai non è stato rispettato il regolamento”.




















