24 Gen 2026

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Corro ergo sum. Le 8 persone che hai incontrato alla Deejay Ten Bari 2016

Grande successo di pubblico e partecipanti alla DJ Ten Bari 2016, la corsa organizzata per il secondo anno consecutivo da Radio Deejay nelle strade del capoluogo pugliese, unica tappa meridionale di un calendario che include le città di Milano e Firenze.

Nonostante la pioggia abbia bagnato percorso e corridori per buona parte della mattinata, ben 9mila persone hanno preso parte alle due gare, 5km e 10km. Una nuvola rosa che ha generato un piacevole clima di festa nel cuore del quartiere murattiano, fra Lungomare e centro storico.

Come in ogni festa che si rispetti, in qualità della nostra posizione privilegiata da “osservatori partecipanti”, abbiamo provato a scherzare un po’ e tracciare il profilo dei corridori – seri, seriosi o improvvisati – che questa mattina (13 marzo 2016) hanno animato le strade del centro di Bari.

Buona lettura.

Il social runner

La sua corsa è iniziata con 24 ore di anticipo rispetto al programma, quando con spavalderia ha immortalato su Facebook e Instagram la prova maglietta e pettorina. Non aveva neppure percorso i primi 5oo m è già trionfava nel suo autoscatto celebrativo. Forse in realtà non ha partecipato, poiché con il numero di gara in bella mostra aveva già impresso nella memoria social-collettiva la sua presenza all’evento. Il selfie è il nuovo “Io c’ero”. A prescindere.

Se avvezzo alle tecnologie, si presenta al nastro di partenza con bastone da selfie d’ordinanza. Se è social addicted attiva una diretta Periscope per documentare, chilometro dopo chilometro, passi svelti e rantoli affaticati.

L’olimpionico

Si presenta al ritiro della pettorina di gara con Chariots of Fire di Vangelis in sottofondo. È il suo Momento di Gloria. Ha l’aria di chi sogna una grande prestazione sulle malandate strade di Bari, per questo cura ogni dettaglio, sia sportivo che estetico: il cronometro è già sincronizzato, la scarpa da running è in pendant con il rosa Deejay Ten, le inseparabili cuffiette sparano a volume inaudito Eye of the tiger dei Survivor. Schernisce con disprezzo quelli che con prudenza hanno scelto il percorso da 5km perché “è da bambini” e scalpitano sulla linea di partenza per non restare imbottigliato nel gruppone dei “normali”.

Il politico

Il politico che prende parte alla Deejay Ten è un vero temerario. Sperimenta l’ebrezza di quanti partecipano all’Encierro dei tori San Firmin a Pamplona, ovvero correre davanti a una mandria di cittadini potenzialmente inferociti per la gestione politico-amministrativa del bene comune, tant’è che la maglia che indossano ricorda quel rosso che invoglia i tori ad una solenne incornata. Evita di inciampare in proteste o indici puntati contro. Poco importa che alcuni tratti del Lungomare di Bari – fra buche e pozzanghere – appaiano più consoni ad una corsa campestre che ad una city run.

La signora

Della partenza dello starter la signora se ne infischia. Per lei la Deejay Ten è una passeggiata di salute fra strade sgombre dalle auto, senza l’assillo delle vetrine di Via Sparano o Corso Cavour. La danno dispersa intorno all’ora di pranzo, mentre lei si incammina placida verso l’Arco di Trionfo allestito in Corso Vittorio Emanuele. Oggi i trigliceridi sono bassi, si può strizzare l’occhio ad una braciola in più. Con merito, senza sensi di colpa.

Il simpaticone

Autentico rompiscatole. Ai nastri di partenza la sua macabra ironia ipotizza scompensi cardiaci e morte certa nel bel mezzo del percorso. Al km 1 trova ancora il fiato per incitare chi è intorno a lui con un blando “Dai, sono ancora 9”. Al punto di ristoro si chiede perché a Bari non abbiano pensato ad allievi crudi e birra ghiacciata al posto di acqua e bevande energetiche. Al km 6 il respiro passa da costante ad affannoso nel giro di pochi metri. Le gambe cedono di schianto sotto il peso dell’acido lattico e l’incessante battere errato del piede sul nudo asfalto. Crolla psicologicamente al km 8,5, nella solitudine più dura.

Il circense

Scambia la passerella di Corso Vittorio Emanuele per il Carnevale di Rio De Janeiro. Approfitta della luce dei riflettori per sfoggiare parrucche variopinte, ghirlande colorate, curiosi copricapi dalle forme più fantasiose, Trulli di Alberobello compresi. Qualcuno confonde la manifestazione podistica per un giuramento dei bersaglieri e azzarda un piumaggio degno di un’adunata dinanzi all’Altare della Patria

Il corridore della domenica

Fa parte del popolo più sano della Deejay Ten. Quello che da una vita sogna una telecamera che riprenda il suo fatidico ultimo km, con il cronometro in sovraimpressione in basso a destra e l’acronimo WR – record del mondo – che lampeggia a sinistra. Quello che percorre il Lungomare di Bari a prescindere dal traffico chiuso ad hoc, dalle transenne, dai vigili insolitamente amichevoli e sorridenti.

Il corridore della domenica, ribelle e anticonformista

Come sopra, ma poco sensibile al fascino della passerella mediatica. Non rinuncia alla sua corsetta domenicale nonostante il percorso abituale sia invaso dagli scalmanati che rientrano nei profili precedenti. Guarda con sospetto la nuvola di magliette rosa, le pettorine gialle e blu, le bandiere miliari che segnano il percorso. I chilometri li calcola in base ai polpacci gonfi e alle vesciche sotto i piedi.

(per l’immagine si ringrazia Fabio Fanelli)

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Lino Castrovilli
Lino Castrovilli
Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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