Il Pescara porta a casa i tre punti e si aggiudica il big match contro il Lecce per 4 a 2, dopo essere stato in vantaggio 2-0 e aver subito la rimonta degli uomini di Liverani. Ma ci sono degli errori da parte dell’arbitro che sporcano una prestazione giocata ad altissimo livello da entrambe le squadre. In settimana c’erano state polemiche per l’opportunità o meglio l’inopportunità di mettere a dirigere un incontro così importante un abruzzese. Ebbene, Aleandro Di Paolo condiziona il match e non poco. Il Lecce finisce la partita in nove per le espulsioni di Calderoni (giusta) e Meccariello (assolutamente ridicola), non solo. Nel primo tempo non gli viene concesso un calcio di rigore per una manata di Campagnaro su La Mantia.

Le due squadre, in ogni caso, sono protagoniste di un incontro che non delude le attese. I minuti di studio durano praticamente nulla. Al terzo Mancuso, su assist di Memushaj trova un meraviglioso colpo di testa che batte Vigorito e porta i suoi in vantaggio. Anche dopo il gol il Pescara continua a essere compatto e il Lecce impreciso. Marras e Balzano sulla destra creano grossi grattacapi alla difesa leccese. La prima occasione per i giallorossi è al 14esimo quando Mancosu da fuori area impegna, ma neanche tanto, il portiere biancoazzurro. La difesa del Pescara è solida e chiude bene, gli spazi concessi al Lecce sono davvero pochi. Gavillon e Campagnaro del resto sono di un’altra categoria. Al 22esimo è lo stesso difensore Gavillon a trovare con un colpo di ginocchio un rocambolesco gol su calcio d’angolo. Il Pescara sembra avere la vittoria in tasca, ma il Lecce è duro a morire. Al 37esimo il primo episodio che condiziona la gara: Campagnaro tira una manata in area su La Mantia. Per l’arbitro non è niente. Al 40esimo Palombi ci prova con una girata a lato. E’ il segno che il Lecce sta cercando di uscire dal suo guscio. Calderoni inizia a scaldare il sinistro e a prendere confidenza con la sua fascia. Al 47esimo (secondo minuto di recupero del primo tempo), Tabanelli conquista un fallo dai 30 metri. Calcia Petriccione, La Mantia dopo un rimpallo trova una conclusione dalla distanza ben parata dal portiere e Palombi sulla respinta del bravo Fiorillo trova la deviazione vincente. Nonostante l’uno due pescarese il Lecce è vivo e pronto a giocarsela alla pari.

Le due squadre rientrano negli spogliatoi. Al 50esimo Tabanelli trova un assist per La Mantia che di testa colpisce la traversa, dopo la respinta del legno ci prova Palombi in rovesciata ma è ancora bravo Fiorillo. Sul seguente calcio d’angolo sempre Fiorillo stoppa il colpo di testa di La Mantia. Al 53esimo l’altro episodio che condiziona la gara, ma qui l’arbitro ci vede bene. Calderoni già ammonito si fa cacciare per somma di gialli. Nonostante l’inferiorità numerica, il Lecce continua a macinare come se nulla fosse. Al 68esimo trova il meritato pareggio. Tabanelli gira di testa un perfetto cross in area di Fiamozzi e batte Fiorillo. A questo punto il Pescara ferito prova a rialzare la testa. Al 76esimo però l’ingiustizia è completata. Meccariello viene ammonito per la seconda volta in maniera del tutto ingiusta. Il Lecce è in nove. Pillon inserisce Del Sole, attaccante dalle doti atletiche elevate. E la partita gira per il verso giusto per il Pescara. Del Sole si fa subito vedere con un tiro da fuori prima (86esimo) e poi trova un meraviglioso gol (89) con un tiro a giro da fuori di sinistro, dopo una non impeccabile difesa da parte dei leccesi. A questo punto con tutta la generosità il Lecce si butta in avanti per provare l’impossibile e al 97esimo in contropiede, sempre con Del Sole, subisce l’ingiusto 4-2.

Tra i migliori in campo per il Lecce sicuramente Petriccione e Tabanelli. Grande prova di generosità di La Mantia, sfortunato più volte. Per il Pescara sicuramente Del Sole, in pochi minuti, ha trovato e sfruttato due palle che sono valse 3 punti, buona anche la prova di Memushaj e Brugman. Peggiore in campo sicuramente l’arbitro.

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