Il calcio, come la storia, non si fa con i se e con i ma, tuttavia in questo Juventus-Lecce c’è da fare una grossissima premessa. Lucioni e Shakhov hanno sulla coscienza un peso molto grosso. Il primo lascia la squadra in 10 uomini a causa di un’espulsione che, ad onor del vero, può sembrare troppo severa, dal momento che si era troppo lontani dalla porta; il secondo regala di fatto il pallone alla Juventus che apre la strada al primo gol e alla conseguente goleada. Tutto questo mentre il Lecce aveva costruito una barriera sì fragile, ma che, nonostante il primo episodio e grazie a tanta fortuna, stava reggendo.
Detto questo, il match è senza storia per contenuti e per risultato finale. Il punteggio è uguale a quello di quattro giorni fa contro il Milan ma le due partite appaiono diversissime. Se è vero che contro i rossoneri il Lecce è rimasto negli spogliatoi, contro i bianconeri, oggi, gli uomini di Liverani hanno dimostrato generosità e orgoglio, seppur in una lotta impari, almeno per un tempo.
Il primo tempo
La partita inizia a buon ritmo, con il Lecce che dimostra di avere coraggio e soprattutto voglia di sudare la maglia e lottare su ogni pallone, pur nell’evidente difficoltà data la differenza di potenziale. Al quarto minuto un’azione corale libera al tiro Rispoli che non centra la porta ma dimostra intraprendenza. Sulla fascia destra, del resto, duetta bene con Donati e dimostra di sapersi adattare a giocare anche in un ruolo più offensivo. Duetto che, invece, non fanno dall’altra parte Shakhov e Vera, nonostante un buon inizio del colombiano. Il Lecce è coraggioso, dicevamo, e generoso. Al sedicesimo è Mancosu ad arrivare al tiro da dentro l’area di rigore. Szczesny risponde bene. Al ventesimo è la volta della Juventus, Rabiot ci prova dalla distanza, ma trova Gabriel pronto. Dopo dieci minuti, Lucioni controlla male il pallone e non riesce a fare di meglio che fermare fallosamente Ronaldo lanciato a rete. Per l’arbitro, nonostante la distanza, siamo a oltre 30 metri dalla porta, è chiara occasione da gol e il 5 leccese merita il rosso. Il Lecce, però, anche in 10 dimostra di voler crederci. Deve tuttavia subire la reazione della Juventus. Nel giro di 7 minuti, dal 40esimo all’ultimo di recupero, i bianconeri hanno tre nitide palle gol con Ronaldo, Bernardeschi e De Ligt. Le deviazioni, seppur sotto porta, finiscono alte.
Il secondo tempo
La ripresa inizia con la Juventus che spinge sull’acceleratore, praticamente da dove ha lasciato la prima frazione. Al quarantottesimo Bonucci di testa impegna Gabriel su un’azione da calcio d’angolo. Al cinquantatreesimo la svolta. Come detto, Shakhov concede palla alla Juventus che, col potenziale offensivo di cui dispone, non può fallire. Dybala infiocchetta un gran gol e la speranza leccese finisce. Dopo cinque minuti Rossettini atterra Ronaldo, e lo stesso portoghese realizza. Dopo altri cinque minuti Gabriel capisce che deve impegnarsi per salvare il passivo. Prima su Ronaldo, poi su De Ligt dalla distanza, compie due interventi degnissimi. La partita ormai priva di senso si trascina fino ai minuti finali senza mordente, ma Higuain prima e De Ligt dopo (nel giro di tre minuti, 82esimo e 85esimo) rendono la sconfitta maggiormente pesante e forse dal passivo immeritato.
Ora, l’unico obiettivo deve essere pensare a Lecce-Sampdoria, prossimo impegno dei giallorossi. E in quest’ottica si spiegano i cambi di Liverani che decide, nel finale, di far tirare il fiato ai principali atleti giallorossi. La speranza, inoltre, è di recuperare qualche infortunato per poter disputare un match alla pari.




















