Obiettivi diversi, piazzamenti diversi. Il destino delle due pugliesi più rappresentative del calcio di A e B sembra piuttosto divergente in vista della pausa per le qualificazioni a Euro 2024. Il primo bilancio stagionale premia il Lecce di Roberto D’Aversa, che galleggia in acque tranquille senza l’incubo retrocessione. Diverso lo scenario del Bari, già destinato a rincorrere la vetta per non restare fuori dal sogno promozione. Troppo presto, comunque, per delineare lo scenario finale di entrambi i club. Scenario tuttavia già ipotizzato da alcuni siti scommesse, che consentono di farsi un’idea più approfondita sull’esito dei campionati delle due pugliesi e di piazzare il proprio pronostico sulle loro rispettive lotte attraverso promozioni come il Bonus di Snai, su cui si possono trovare più informazioni qui. Ma entriamo nel dettaglio della questione.

Il Lecce si gode uno straordinario piazzamento di metà classifica a una manciata di punti dalla zona Europa. Se il campionato finisse oggi, sarebbe una delle migliori performance in assoluto per il club, con una salvezza che definire tranquilla sarebbe un eufemismo. L’undici targato D’Aversa continua a stupire per gioco e risultati nonostante sia una delle squadre più giovani d’Europa. Nella speciale classifica stilata da Football Observatory, il collettivo costruito da Pantaleo Corvino è al 7° posto con una media esatta di 25 anni (1° posto per il Tolosa a 24,6). Ma a fare la differenza non è solo l’età del gruppo ma anche, e soprattutto, l’impianto di gioco organizzato dal nuovo tecnico salentino.

Con tre giocatori chiave in meno (Umtiti, Hjulmand e Colombo), Roberto D’Aversa ha tenuto i principi  della scorsa stagione, ha tenuto quindi il 4-3-3 ma per forza di cose cerca costantemente nuove soluzioni attraverso nuove interpretazioni di ruolo dei nuovi arrivati. Tra i nuovi, Almqvist, Rafia, Kaba, Ramadani e soprattutto Krstovic, che l’anno scorso tra le fila del Dunajska Streda ha collezionato ben 26 reti in 35 partite giocate. Buona sensibilità con entrambi i piedi per il montenegrino, buona tecnica di calcio, buona tendenza a uscire dall’area per associarsi coi centrocampisti. Il destino del Lecce e la salvezza dei salentini dipenderanno molto dalle sue prestazioni, ma è normale non poter puntare tutto su un attaccante di soli 23 anni.

“Non mi stancherò mai di dire che è bello ed è giusto che ci sia entusiasmo”, ha sottolineato recentemente D’Aversa “ma è necessario restare concentrati su quello che è il nostro obiettivo, cioè il raggiungimento della salvezza. Questi risultati sono arrivati grazie al lavoro quotidiano sin qui fatto. Sin dal mio arrivo ho visto e percepito grande entusiasmo: è giusto averlo, ma dobbiamo restare sempre sul pezzo”. Dopo la pausa nazionali, il Lecce riprende il suo campionato a Udine e poi Torino in casa. Partite insidiose, ma potenzialmente alla portata dei salentini.

Con l’esonero di Mignani ripartono invece le ambizioni del Bari per il salto di categoria. Il trio di vertice Parma-Venezia-Palermo viaggia a velocità sostenuta e la squadra di Marino ha l’obbligo di invertire la rotta. L’uomo scelto da Polito è tenuto a recuperare il terreno perso nelle prime nove di B: a lui il compito di provare la scalata verso la Serie A, che a Bari manca dalla stagione 2010-11. L’ex tecnico del Crotone, esonerato il 10 dicembre 2021 alla guida dei calabresi, potrà subito contare sulla sosta per lavorare sui fondamentali del suo 4-3-3 e provare a rientrare in orbita promozione.

Con sette pareggi, una vittoria e una sconfitta, il Bari galleggia a metà classifica in una posizione che attualmente non consentirebbe nemmeno la partecipazione agli spareggi promozione. Classico piazzamento in cui è opportuno guardarsi dietro, piuttosto che puntare alla vetta. Ma le ambizioni dei biancorossi sono senza dubbio altre. Il club dei De Laurentiis cerca la svolta “giochista”, dopo un biennio di successi da “risultatista” con Mignani. L’uomo scelto da Polito (con un passato a Udine, Parma, Genoa, Frosinone, Spezia, Palermo e Spal) dovrà lavorare molto sul piano mentale, per combattere le scorie della delusione di giugno.

“Voglio una squadra sbarazzina e con la mente libera”, ha esordito Marino alla conferenza stampa di presentazione. Sulla questione modulo “Dobbiamo trovare la soluzione giusta, io in genere faccio il 4-3-3, o il 3-4-3, ma ad esempio quando allenavo il Frosinone Ciofani e Dionisi giocavano bene insieme, e non stravolsi nulla. Cerco sempre di far rendere al meglio i giocatori che ho in rosa. Mi piace il calcio aggressivo e propositivo”. Sembra più che ottimista, il nuovo tecnico del Bari. “Ho voglia di lavorare bene sul campo e il risultato per me arriva attraverso il gioco. Credo di poter lavorare bene con questo gruppo. Ho accettato perché sapevo dove vengo a lavorare, dobbiamo riportare gente allo stadio. Anche i ragazzi stanno soffrendo questa situazione, la maglia del Bari pesa, serve il carattere e la personalità giusta per superare certi momenti”.

La pausa nazionali per le qualificazioni a Euro 2024 sarà benefica per entrambi i club. Al Lecce per consolidare collettivo e tattica in allenamento. Al Bari per ripartire con maggiore ottimismo, grinta e organizzazione.

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Redazione
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