Nel 2010 veniva pubblicato il libro “Terroni”, firmato dal giornalista e scrittore pugliese Pino Aprile, autore di saggi di straordinario successo, tradotti in diversi paesi. Un libro che rappresentò un vero e proprio caso editoriale da mezzo milione di copie che diede il via a successivi lavori aventi il medesimo oggetto, ossia il controverso rapporto tra il Nord e il Sud del Belpaese e le cause e i risvolti riguardanti l’Unità d’Italia. Un libro “spartiacque” che fece sottolineare allo storico, saggista e giornalista Giordano Bruno Guerri che, dopo la sua pubblicazione, nulla sarebbe più potuto continuare allo stesso modo e avremmo avuto un’Italia e una storia “prima” e “dopo” l’opera di ricerca di Aprile.
«Io non sapevo che i piemontesi fecero al Sud quello che i nazisti fecero a Marzabotto. Ma tante volte, per anni». L’incipit di Terroni, il saggio di Pino Aprile che ha aperto una breccia nella retorica nazionalistica, è di quelli che non si dimenticano.
Ad oltre un decennio di distanza, Aprile ha avvertito la necessità di proporre “Il Nuovo Terroni”, pubblicato da Libreria Pienogiorno, una versione definitiva che ripropone quel libro manifesto con importanti integrazioni e, soprattutto, con tre nuove e decisive parti, del tutto inedite. In particolare, dalla lettura delle pagine della nuova edizione dell’opera i lettori possono toccare con mano le prove di quello che l’autore definisce, senza mezzi termini, come un massacro, uno studio che dimostra la dimensione di quello che è stato un vero e proprio genocidio che sui libri di storia viene delineato come la tanto auspicata unità del paese.
Inoltre, l’autore punta i riflettori sul caso Sardegna, ricostruendo la storia della presenza sabauda dal 1724 da cu si scopre che i piemontesi anticiparono sull’isola tutto quello che poi fecero nel Regno delle Due Sicilie a partire dal 1861. Per Aprile, intere zone della penisola e delle isole furono considerate come colonie e terra di conquista, con saccheggi, stragi, privazioni di ogni diritto, plotoni di esecuzioni itineranti.
Infine, altra novità riguarda le pagine dedicate alle conseguenze politiche di Terroni, con la nascita di iniziative e movimenti mai esistiti in un secolo e mezzo e la conseguente denuncia di storture, diseguaglianze, iniquità.
Un libero destinato a diventare un documento fondamentale per la lettura della storia e una cartina di tornasole per costruire il futuro dell’Italia.




















