Uno scudetto, il terzo, vinto dopo oltre quarant’anni da quello precedente. Ma anche due Coppe Italia conquistate e una Coppa dei Campioni sfiorata di un soffio, in una finale con il Liverpool che ha fatto sognare un’intera città, e non solo.

La Roma del presidente Dino Viola e del tecnico svedese Nils Liedholm dei primi anni Ottanta, che ha nel talento brasiliano di Falcao il principale punto di forza sul campo, non è solo una squadra vincente ma anche l’emblema di una città unica, figlia di una stagione culturale irripetibile, quella delle estati romane di Renato Nicolini, di Massenzio, della fusione delle diverse anime artistiche di una capitale volenterosa di reagire a un’epoca segnata da anni di violenza terroristica.

A raccontare le gesta del sodalizio giallorosso è Mauro Grimaldi, uno dei massimi dirigenti sportivi del calcio italiano, oltre a essere giornalista e scrittore, nel libro “Quanto sei bella Roma”, pubblicato da Lab Dfg. Un’affascinante e coinvolgente cavalcata che, a distanza di decenni, riporta a galla ricordi, emozioni e passioni del popolo giallorosso.

 

Un racconto in cui le vittorie, ma anche le sconfitte, che vedono protagonisti campioni come Conti, Pruzzo, Di Bartolomei, solo per citarne alcuni, si intrecciano con la rappresentazione di un’Italia che sta ripartendo, che non vuole abdicare al ruolo che la storia le ha assegnato. La rivincita di una generazione che, dopo anni di purgatorio, vede finalmente in una squadra di calcio un modello vincente, orgoglio della romanità.

Una squadra in grado di rappresentare la geometria del nuovo calcio che avanza, capace di imporsi come un paradigma unico. Una squadra fatta di classe ed eleganza ma anche di fierezza e volontà. Neanche il tempo trascorso riesce ad offuscare un’epopea da raccontare e da tramandare ai posteri.

 

 

Banner donazioni