Ci sono dei film che sono entrati nella mia vita e che conosco a memoria e che, se mi venissero riproposti senza audio, potrei doppiarli tranquillamente. Film con i quali sono cresciuto e che richiamo alla mente quando accadono delle cose per raccontarmele, commentarle, spiegarmele anche solo perché si attivano dei collegamenti mentali.

Per questo, in occasione del Pasticciotto Day mi viene in mente Fantozzi che si alza dopo l’ennesima visione della Corazzata Potemkin e la giudica senza mezzi termini. Ecco, con lo stesso giudizio forte e secco sento di esprimermi in merito alla manifestazione del 1 giugno.

Una manifestazione che, secondo me, di fatto svaluta un prodotto e non lo esalta. E questo per diverse ragioni.

Innanzitutto perché portare il pasticciotto ad un prezzo base che va dai 50 ai 70 centesimi (praticamente la metà del valore di mercato) rappresenta già, di fatto, un primo colpo alla qualità. Alzi la mano chi, tra le persone che sono solite mangiare e bere in giro per i locali, è disposto a pagare poco, non sapendo a quali conseguenze andrà incontro?!

E poi, ancora il pasticciotto è un prodotto tipicamente locale, che si identifica con Galatina e identifica Galatina con esso. Trovarlo in un altro paese della regione, magari surgelato, magari cotto sul momento, non ha alcun senso. Tanto per il pasticciotto in sé, quanto per il paese di cui sopra che avrà sicuramente delle altre tradizioni culinarie degne di nota e meritevoli di essere scoperte.

E poi, una nota di colore. Si fa per dire. In questi anni sono uscite le varianti ai gusti, e già su questo ci sarebbe da ridire, anzi da ridere. Ma trovare nel presunto giorno in cui si dovrebbe celebrare il pasticciotto una variante magari al pistacchio che nulla ha a che spartire con i natali del dolce ascaloniano, beh insomma, è la ciligiena sulla torta.

E infine un motivo di coerenza. Il Pasticciotto Day, infatti, va, per quanto mi riguarda, nella direzione opposta a quella intrapresa qualche anno fa, registrando il marchio come Pasticciotto di Galatina rendendo la stessa ufficialmente “Città del Pasticciotto”. Un prodotto da incentivare, quindi, e non svendere o peggio avvilire con manifestazioni senza senso. E non si può incentivare e coltivare una cultura del pasticciotto paragonando le pasticcerie galatinesi con quelle di qualunque altra parte d’Italia, con dovuto rispetto parlando.

Per queste ragioni, ma anche per tante altre, il Pasticciotto Day è una non-festa, una non-ricorrenza, e non per mero campanilismo; una data da non rispettare magari andando presso una delle tante pasticcerie di Galatina che, giustamente, non aderiscono all’iniziativa, e gustare pagando il giusto prezzo un pasticciotto come si deve.

Senza giornate in cui uno dei prodotti più buoni e caratteristici del Salento e dell’intera Italia viene svenduto, come se fosse una televendita in cui Mastrota ci dice “solo per oggi”, a pochi centesimi di euro.

E sono le code che i turisti fanno presso le nostre pasticcerie a parlare per queste ragioni. Sono i viaggi che organizzano nelle nostre piazze, per visitare i nostri monumenti ma anche per godere della nostra cucina, a sottolineare questo concetto.

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Marco De Matteis
Giornalista pubblicista, scrive per PugliaIn dal 2018 e L'Edicola dal 2024. Laureato in Scienze della Comunicazione, ama tutto ciò che ha a che fare con l’estate. Gestisce una libreria nel cuore del Salento. Ama leggere e scrivere, e cura una piccola rubrica di recensioni on line, oltre che una rassegna letteraria "Libri in Terrazza". Gioca a tennis da quando aveva 7 anni, ed ora si è convertito giocando anche a Padel. Nel novembre 2020, per Editrice Salentina, pubblica "Il piano inclinato, #raccontidellaquarantena", il suo primo libro; nel luglio 2022, per Las Vegas Edizioni, esce "Ti ho trovato fra le pagine", di cui è uno degli autori; nel 2023 pubblica, per Capponi Editore, "Quattro anni in fumo".