ROMA (ITALPRESS) – Secondo quanto si apprende, il referendum sulla riforma della giustizia e le suppletive si terranno domenica 22 e lunedì 23 marzo. Lo ha stabilito il Consiglio dei Ministri.

La modifica sostanziale della riforma della giustizia interviene sull’articolo 104 della Costituzione: «La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere», recita fin qui. Ora si aggiunge una frase: «Essa è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente».

Questa rivoluzione segue la riforma Cartabia, approvata nel 2022, che già imponeva una stratta: con il passaggio da una carriera una sola volta entro dieci anni dalla prima assegnazione. Con la riforma Nordio-Meloni si escludono ripensamenti: chi nasce pm resta pm, chi nasce giudice resta giudice.

Per effetto della separazione delle carriere, si sdoppia anche il Consiglio superiore della magistratura. Uno sarà il Csm della magistratura giudicante, l’altro il Csm della magistratura requirente. 

Ma la novità che ha fatto a lungo discutere gli esponenti dei partiti è relativa alla modalità di individuazione dei componenti degli organi di autogoverno delle toghe. Non saranno più eletti, ma estratti a sorte: i membri laici, un terzo, da un elenco di giuristi predisposto dal Parlamento in seduta comune, i membri togati tra tutti i magistrati, giudicanti e requirenti, che avranno i requisiti che stabilirà una legge ordinaria successiva. Il mandato durerà quattro anni e i componenti uscenti non parteciperanno alla procedura di sorteggio successiva. I due Csm perdono i poteri disciplinari (fino a oggi assegnati a una sezione speciale) e mantengono le competenze su assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, valutazioni di professionalità e i conferimenti di funzioni.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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