Il Lecce perde a Padova e mantiene aperto il discorso promozione diretta. Sfuma il colpaccio giallorosso a Padova così come sfuma la festa dei tifosi leccesi. Il Palermo, che alle 12:30 pareggia contro lo Spezia, regala un match point agli uomini di Liverani: vincendo sarebbe serie A. Invece gli 11 ragazzi mandati sul terreno di gioco trovano difficoltà a superare l’ultima in classifica, anzi vanno addirittura sotto.

Quattro, secondo chi scrive, sono gli elementi che hanno determinato il risultato finale. Innanzitutto il fatto che il Padova abbia fatto la partita della vita. Un bel match giocato a ritmi altissimi, sempre in attacco e con un’attenzione maniacale. In secondo luogo il fattore Palermo: conoscere già il risultato è probabile che non abbia aiutato. Terzo punto l’assenza a centrocampo di Tachtsidis, che nelle ultime giornate aveva raggiunto vette altissime di prestazione, si fa sentire tutta e toglie grande dinamicità, inventiva e caparbietà al reparto leccese. Infine, ma non per importanza, il grosso sforzo compiuto domenica dal Lecce contro il Brescia. Ma, come detto, onore al Padova che, nonostante l’ultimo posto, gioca una grande partita, sfruttando anche la velocità di Baraye, vera e propria spina nel fianco.

Primo tempo

La partita inizia in una cornice paradossale: oltre 2000 tifosi giunti da Lecce da una parte, sciopero del tifo da parte degli ultras biancorossi dall’altra. Ma non c’è tempo per pensare agli spettatori perché al terzo minuto Baraye fa impazzire Venuti sulla sinistra e batte, da posizione impossibile, Vigorito. Doccia fredda per il Lecce e lumicino di speranza per il Padova. Al nono, nonostante il vantaggio, è ancora Padova. Baraye compie un’azione fotocopia. Supera ancora Venuti e calcia. Il tiro è alto. Il Padova non dà l’impressione di essere l’ultima in classifica, anzi. La prima occasione leccese è con Petriccione al 15esimo, ma il suo tiro finisce fuori. E’ comunque poca roba rispetto a quanto mostrato dal Padova e, soprattutto, a quanto ci si aspetta dal Lecce. Al 19esimo ci prova Tabanelli, anche lui da fuori, ma Minelli chiude la strada. Longhi dimostra che il Padova è più in palla al 37esimo: il suo tiro al volo di sinistro è bello, ma trova Vigorito pronto. Il tempo finisce così.

Secondo tempo

Liverani manda in campo un’altra squadra. Bovo e Palombi per Marino e Petriccione. Attacco a tre. Al 56esimo, però, si completa la beffa. Su azione da calcio d’angolo Cappelletti anticipa tutti e batte Vigorito. Il Padova è in vantaggio per 2 a 0. Il Lecce a questo punto si butta in avanti. Le prova tutte. Al 73esimo ha l’occasione per ripartire. La Mantia conquista un rigore dopo una leggerezza di Minelli. Mancosu lo realizza. I giallorossi se vogliono salire in A devono segnare 2 gol in 15 minuti. Ma il Padova non ci sta e continua a macinare gioco. All’83esimo Baraye ha la palla del 3 a 1, ma trova di fronte uno strepitoso Vigorito che salva i suoi concedendo alla propria squadra altri 7 minuti di speranza. Ai 7 punti si aggiungono altri 7 di recupero ma non succede nulla di degno di nota.

Ora la situazione giallorossa è la seguente: +4 dal Palermo, domenica impegnato nella penultima giornata di campionato contro l’Ascoli. Sarebbe serie A solo se i rosanero dovessero perdere. Se il Palermo dovesse vincere o pareggiare il responso ci sarà solo sabato 11 maggio, durante l’ultima partita di campionato.

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Marco De Matteis
Giornalista pubblicista, scrive per PugliaIn dal 2018 e L'Edicola dal 2024. Laureato in Scienze della Comunicazione, ama tutto ciò che ha a che fare con l’estate. Gestisce una libreria nel cuore del Salento. Ama leggere e scrivere, e cura una piccola rubrica di recensioni on line, oltre che una rassegna letteraria "Libri in Terrazza". Gioca a tennis da quando aveva 7 anni, ed ora si è convertito giocando anche a Padel. Nel novembre 2020, per Editrice Salentina, pubblica "Il piano inclinato, #raccontidellaquarantena", il suo primo libro; nel luglio 2022, per Las Vegas Edizioni, esce "Ti ho trovato fra le pagine", di cui è uno degli autori; nel 2023 pubblica, per Capponi Editore, "Quattro anni in fumo".