Aborto, audizione in Regione sull’attuazione della legge 194/78

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Fari accesi nella III Commissione presieduta da Pino Romano, sulla proposta di legge presentata dal consigliere Cosimo Borraccino (SI) che contiene “norme in materia di concreta attuazione in Puglia della legge 194/78.

Si tratta, lo ricordiamo, di una iniziativa legislativa con la quale l’esponente di Sinistra italiana ha voluto affrontare “la tematica relativa alla sempre più frequente mancanza di disponibilità da parte del personale medico e sanitario a praticare, ove richiesto, interruzioni volontarie di gravidanza per la pur legittima obiezione di coscienza”.

Troppi, secondo Borraccino, i medici pugliesi che rifiutano di praticare l’interruzione di gravidanza. Ed allora bisogna fare qualcosa per evitare gravosi tour de force ai pochi disponibili.

Per questo il presidente Romano ha convocato in audizione i direttori generali delle ASL, il direttore del dipartimento promozione, salute, del benessere sociale dello sport per tutti e la presidente della consulta femminile regionale per avere una informativa  sullo stato di applicazione della legge 22 maggio 1978, n. 194 nella nostra regione.

La Puglia, secondo i dati nazionali ha una percentuale di medici obiettori di coscienza del 90% contro il dato nazionale del 70%.

Una percentuale alta che costringe i pochi medici non obiettori a tour de force consistenti, hanno detto i rappresentanti delle Asl.

A Taranto secondo una rappresentante della Asl, funzionano molto bene i consultori familiari per la prevenzione e per questo la Asl ha avuto anche riconoscimenti. Tutti i ginecologi che operano nei consultori non sono obiettori, non si può dire la stessa cosa per gli ospedali, dove l’obiezione rappresenta spesso una criticità, al punto da avere una migrazione verso altre Asl.

Vera Guelfi presidente della Consulta regionale femminile ha sottolineato la necessità di interventi nella direzione della corretta applicazione della legge 194.

Alla Asl di Brindisi, mentre dal punto di vista della prevenzione funziona l’equipe medica,  per quello che concerne le interruzioni volontarie di gravidanza invece, c’è solo un ginecologo non obiettore.

Anche a Foggia i consultori funzionano bene con un programma di prevenzione per le giovani donne soprattutto minorenni e per le immigrate. Si lavora per diffondere la contraccezione in uno “Spazio giovani” nei consultori, hanno detto dalla Asl.

Agli ospedali riuniti di Foggia sono due i medici non obiettori uno dei quali però, sta per andare in pensione. Un ginecologo non obiettore a Manfredonia, ma anche qui è in fase di prepensionamento e uno a Cerignola.

Nella Bat non va meglio, con il 71% di interruzione di gravidanza. Anche qui, d’eccellenza il percorso di accoglienza e prevenzione e 4 medici non obiettori.

A Bari, nella Asl sono stati avviati programmi di pianificazione familiare puntando soprattutto al discorso della prevenzione. Il rappresentante della Asl Ba ha sollevato il problema del rischio che corrono i pochi ginecologi non obiettori: quello di finire col fare solo interruzioni di gravidanza e questo da un punto di vista professionale non è accettato da tutti.  I ginecologi non obiettori sono 9 in tutto nell’area barese.

Dagli uffici regionali uffici regionali del dipartimento della salute hanno sottolineato l’impegno a trattare in deroga l’Ivg in regime di day hospital. È in atto un protocollo operativo per la gestione dell’interruzione volontaria di gravidanza con un percorso dedicato, in modo da garantite la prestazione.

Nella prossima seduta della III Commissione,  il presidente Romano ha annunciato che sarà affrontata la legge nel suo articolato.

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