Bari, un insulto stupido e osceno nei confronti di Irma Melini che offende l’intero Consiglio Comunale

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Una votazione a scrutinio segreto, l’offesa e la bagarre in Consiglio comunale a Bari. Ieri pomeriggio, nel corso della seduta consiliare, si dovevano eleggere i componenti della Commissione per l’aggiornamento dell’Albo dei giudici popolari. A scrutinio segreto. Nel corso dello scrutinio, però, Michele Caradonna, il consigliere che stava scrutinando i voti, si è fermato non appena ha letto un volgare epiteto accanto al nome del consigliere di minoranza Irma Melini.

Subito dopo la stessa Melini ha abbandonato l’Aula consiliare. “Un avvenimento orrendo – ha commentato Sabino Mangano (M5S) nel suo intervento – per una delle pagine più brutte del Consiglio comunale”.

Una offesa pesante, volgare, sessista e anche idiota. “Tr…” scritto accanto al nome della Melini. Una ingiuria gratuita, oscena e offensiva non soltanto nei confronti di Irma Melini, ma di tutta l’Istituzione che, evidentemente in modo indegno, qualcuno rappresenta, trincerandosi dietro la bella maschera dell’anonimato e della segretezza del voto.

Subito c’è stata la solidarietà espressa dalle consigliere Francesca Contursi, Anita Maurodinoia e Alessandra Anaclerio e dalle assessore Francesca Bottalico, Carla Palone, Carla Tedesco e Paola Romano che, in una nota congiunta dichiarano quanto segue: “Condanniamo fermamente l’atto vergognoso compiuto oggi in un’aula istituzionale, un luogo che rappresenta l’intera città di Bari. Il dibattito in aula consiliare dovrebbe essere esempio di confronto civile nella libera espressione di posizioni, anche contrapposte, e il ricorso all’offesa sessista e volgare non è in alcun modo ammissibile”.

“Ciò che è accaduto – dicono – questo pomeriggio è un gesto vile, deplorevole e inaccettabile, perché le parole hanno un peso e possono ferire. Si parla tanto della violenza di genere e dell’importanza di linguaggi nuovi, inclusivi e rispettosi di ogni differenza e poi accade che, nella massima assise cittadina, ci si esprima in maniera oltremodo offensiva per ogni donna. Quello di oggi è un insulto alla persona, al genere e all’istituzione”.

“Per questo – conclude la nota – esprimiamo la nostra piena solidarietà alla consigliera Melini, auspicando di non assistere mai più a episodi ignobili come quello offertoci questo pomeriggio. Non smettere mai di indignarsi”.

Solidarietà espressa anche dal sindaco Antonio Decaro. “Sono qui ad esprimere la mia solidarietà alla consigliera Irma Melini, non in quanto uomo ma in quanto rappresentante delle istituzioni. Perché chi ha scritto quella parola offensiva, sessista e stupida su quella scheda, ha sporcato l’Aula consiliare stessa, ha svilito l’istituzione che rappresentiamo, a questo punto mi viene da dire, indegnamente. Mi auguro che la consigliera Melini vorrà accettare la solidarietà mia e della giunta e le scuse dell’intero Consiglio comunale”.

“A tutti vorrei ricordare che – ha sottolineato il sindaco di Bari – nell’aula Dalfino, si è esercitata la politica e l’amministrazione nelle sue forme più nobili, ed è a quell’esempio che dobbiamo tutti guardare. Possiamo scontrarci, lottare per le nostre idee, portare avanti con passione le nostre convinzioni ma dobbiamo farlo nel rispetto del ruolo che ricopriamo e delle persone che abbiamo l’onore di rappresentare. Se non saremo capaci di fare questo potremo ritenere fallito il nostro compito di uomini e donne prima che di politici”.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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