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Casamassima: i valori sono nella norma, ma resta il divieto di bere acqua del rubinetto

Casamassima: le analisi dell’Asl effettuate questa mattina confermano l’assenza di sostanze inquinanti nella rete e di valori oltre i limiti consentiti dalla legge.

Le analisi, svolte dall’Acquedotto Pugliese e dall’ASL nell’abitato di Casamassima, dove da diversi giorni una ordinanza sindacale vieta di bere l’acqua distribuita nella rete pubblica, non rilevano concentrazioni batteriche e attestano il rientro dei valori di potabilità. AQP attende le determinazioni delle autorità competenti perché la situazione possa ritornare presto alla normalità.

Ulteriormente confermati, quindi, i risultati dei ripetuti campionamenti svolti dall’Acquedotto Pugliese, che già a partire dallo scorso martedì 10 maggio registrano dati di potabilità conformi alla norma.

La concentrazione batterica, secondo quanto comunicato ufficialmente da AqP, è stata lieve e causata dalla infiltrazione di terriccio in una delle due condotte adduttrici che alimentano l’abitato. È stata fin dal primo momento certamente esclusa qualsiasi contaminazione di tipo fognario.

Casamassima è alimentata di acqua potabile prevalentemente da una condotta di più recente costruzione, che dal sette maggio soddisfa l’intero fabbisogno comunale. AQP ha escluso dall’esercizio quella secondaria che ha causato il problema. L’acqua distribuita è quindi perfettamente potabile.

In riferimento alla tempistica dell’intervento, Acquedotto Pugliese chiarisce di aver sempre agito nel pieno rispetto delle procedure previste, con la massima trasparenza e la dovuta attenzione e fornito prontamente informazioni e collaborazione a tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Acquedotto Pugliese ha da subito segnalato le difformità riscontrate per le azioni di conseguenza.

Intanto nei giorni scorsi sono state diffuse voci molto insistenti, anche su importanti mezzi di informazione, che parlavano di infiltrazioni fogniarie nelle condotte e di una situazione di grave pericolosità anche per le persone.

A queste voci Aqp non ha voluto rispondere direttamente, ribadendo ancora una volta che l’infiltrazione fognaria è assolutamente da escludere.

Su eventuali dichiarazioni che “possano ledere la credibilità dell’azienda; AQP – si legge in una nota – valuterà azioni a tutela della propria immagine e del lavoro dei propri tecnici che fin dal primo momento hanno assicurato assistenza 24 ore su 24 alla popolazione”.

Al tempo stesso l’azienda, per bocca del suo presidente, difende l’operato dei propri tecnici ed il lavoro effettuato nel territorio di Casamassima.

“Quanto è accaduto non è ascrivibile in alcun modo a comportamenti omissivi, né frutto di errori – ha dichiarato il Presidente di AQP, Nicola De Sanctis. Siamo di fronte ad un fatto imprevedibile ed eccezionale, che l’Acquedotto ha gestito con perizia e mettendo in campo tutta la professionalità e la competenza di cui dispone, potendo contare anche su risorse tecnologiche di assoluta eccellenza. Mi riferisco per esempio ai laboratori, che hanno dato prova di efficienza e capacità di pronta risposta, nel rispetto dei tempi tecnici per il tipo di analisi richiesto”.

“Ci dispiace se non siamo riusciti a trasferire a tutti la percezione del nostro operato, comprendiamo il disagio ed il particolare momento che la popolazione sta vivendo: per questo abbiamo messo da subito a disposizione acqua potabile a tutti i cittadini attraverso servizi sostitutivi. Ha concluso De Sanctis.

Prosegue intanto il servizio alternativo di rifornimento idrico potabile, con autobotti che stazionano in via Adelfia all’incrocio con via Amendola, in via Don Minzoni all’incrocio con Largo Fiera e in via Conversano, in via Pietà e nei pressi di Covent Garden. Nelle prossime ore il loro numero sarà incrementato di ulteriori tre unità. Nei giorni scorsi è stata, anche, messa a disposizione di tutti i cittadini ulteriore acqua potabile attraverso la distribuzione di 16 mila sacchetti da litri 5.

Rimane in vigore, su disposizione dell’autorità sanitaria che sta svolgendo precauzionalmente ulteriori campionamenti, l’ordinanza sindacale che vieta l’uso dell’acqua tal quale per bere e per lavarsi i denti.

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Redazione
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