Foggia – Entella, un pari che muove la classifica e che sta stretto ai pugliesi

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Un punto a testa tra Foggia e Virtus Entella e due squadre che dimenticano l’esordio con rovescio di gol e muovono la classifica.

Un punto guadagnato per i liguri di Vivarini e due persi per i pugliesi di Stroppa, che hanno costruito tanto e raccolto poco. Questa volta, però, rispetto alla sconfitta di Pescara, non ci sono state le gravi disattenzioni difensive e per Guarna (solo su rigore l’Entella ha trovato il gol) è stata una domenica sera relativamente tranquilla.

La cronaca parla di una partita con due squadre votate al gioco offensivo e con due moduli in campo in grado di creare spettacolo.

Parte a mille il Foggia e trova il gol con Mazzeo, poi una amnesia difensiva di Martinelli portano l’arbitro a concedere, giustamente, un penalty ai liguri, prontamente trasformato da Troiano.

Dopo il pari le due squadre iniziano a fronteggiarsi soprattutto a centrocampo, in un match fatto di tanta corsa e molti lanci, ma nel primo tempo le occasioni migliori arrivano per il Foggia soprattutto nel finale, anche se Iacobucci non deve soffrire più di tanto per evitare altri gol dei pugliesi.

Le cose belle del Foggia si vedono con i cambi di gioco. Come a Pescara, il gioco di Stroppa si nota tutto. Vacca e Deli cercano continuamente di allargare il gioco e Chiricò e Fedato sono già in forma campionato. Ma alla tanta mole di gioco non corrispondono grossi pericoli per la Virtus Entella, sempre pronta a cercare le verticalizzazioni, ma con De Luca e, soprattutto La Mantia, troppo isolati per essere davvero un pericolo.

Nella ripresa il Foggia nei primi minuti alza ulteriormente i ritmi. Chiricò (in grosso calo fisico dopo un’ora di gioco) e Deli sono molto pericolosi e l’Entella va in affanno. Ma il gol non arriva e lentamente la partita perde ritmo. Le fasce si sguarniscono e lentamente il Foggia arretra il suo baricentro fino a correre anche qualche rischio con De Luca che in velocità non è certamente l’ultimo arrivato, ma Martinelli lo tiene bene. Rubin non spinge più come nel primo tempo, ed Agazzi si preoccupa soprattutto di Troiano, uomo faro dell’Entella.

Stroppa prova con i cambi a rinvigorire l’attacco. Intorno alla mezz’ora entrano Beretta e Nicastro e qualche minuto dopo anche Calderini per sostituire interamente il tridente offensivo.

La grande, grandissima occasione per il Foggia però arriva solo nei minuti di recupero, quando è il palo a negare a Beretta la gioia del gol ed a strozzare in gola l’esultanza di uno Zaccheria che, va detto, non ha smesso nemmeno per un minuto di incitare i propri calciatori.

C’era da festeggiare il ritorno in serie B dopo 19 lunghissimi anni, e l’attesa non è stata premiata da una vittoria che, ai punti, avrebbe arriso all’undici di Stroppa. Ma sono stati fatti passi in avanti rispetto a Pescara, con una tenuta che anche nella ripresa non è venuta meno ed un gioco fatto di ritmo ed intensità che deve trovare, questo si, una migliore concretizzazione sotto porta. Le potenzialità per fare bene ci sono tutte e questo Foggia potrà dire la sua in un torneo lungo e, dopo due giornate, molto bello.

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