HomeCulturaGiaGGio, percussioni ed elettronica barese in giro per l'Europa

GiaGGio, percussioni ed elettronica barese in giro per l’Europa

Da Bari all’Europa, portando la sua musica fatta di percussioni ed elettronica. Non soltanto un insieme di ritmi da discoteca, ma una vera e propria contaminazione di culture e di generi musicali.

Parte dalla Spagna il SiriusA Europe Tour di GiaGGio, nome d’arte di Claudio Mazzarago, musicista e produttore barese che ha scelto come “nick name” del suo progetto da solista il nome con cui si chiamava da bambino, quando non riusciva a pronunciare bene il suo stesso nome.

Dopo sarà un lungo viaggio di un mese (18 voli in 20 giorni) che attraverserà tutta l’Europa, dalla Spagna alla Lettonia, dall’Inghilterra alla Germania.

Dopo l’uscita il 15 maggio di SiriusA, singolo contenuto nella release Sirius, uscita con etichetta Putsch Records e distribuzione internazionale con la berlinese Total Wipes Music Group, GiaGGio, questo il nome che Claudio Mazzarago ha scelto per il suo progetto solista, si prepara a partire alla volta dell’Europa.

Il tour, realizzato con la collaborazione di MArteLabel ed il sostegno di Puglia Sounds è inserito nel programma Puglia Sounds Export 2015.

Dopo la vittoria della Biennale MArteLive, manifestazione che seleziona i migliori artisti sul territorio nazionale, come producer di musica elettronica, arriva per GiaGGio il momento che meglio lo rappresenta, quello del tour estero nel quale l’artista raggiungerà il pubblico che ha avuto modo di ascoltarlo fino ad ora solo tramite i canali digitali.

Abbiamo voluto scambiare due chiacchiere con GiaGGio, per capire meglio da dove nasce la sua musica e come si prepara a vivere questa esperienza internazionale.

Come nasce il musicista, il batterista ed il producer Giaggio?

“Io sono nato come batterista, ormai quasi 18 anni fa, quando avevo 13 anni e mezzo. Ho cominciato con la batteria, ma in realtà con tutto quello che si poteva percuotere e che mi capitava tra le mani. Negli anni ne ho fatto il mio strumento principale e preferito. Poi ho avuto tante esperienze con band e quant’altro. Ad un certo punto ho deciso di provare ad unire le mie due passioni più forti: le percussioni e la musica elettronica, ed in generale i computer. Mi sono detto: perchè non sperimentare in questo senso?”.

Puoi spiegarci meglio?

“Beh, spesso nella musica elettronica, soprattutto quella che poi si balla in discoteca, si da poco spazio e non si cura moltissimo la ricerca dei suoni o ritmiche particolari, per quanto uno dei cardini di quel genere di musica sia il beat, il battito, la cassa in 4… Si possono invece arricchire in molti modi, con un tamburo tribale, una percussione particolare, o cose di questo genere. Ho deciso allora di cominciare a testare e provare queste sperimentazioni su mie produzioni di musica elettronica”.

Ascoltando i tuoi brani la prima cosa che colpisce è la “contaminazione”. Quanto lavoro c’è dietro questo concetto?

“Ti ringrazio, contaminazione è una parola che mi piace molto. Secondo me non solo, ma spiega tantissimo quello che è il mondo di oggi, anche a prescindere dalla musica. La globalizzazione, la contaminazione di varie culture, modi di fare, in ambiti che possano essere la musica piuttosto che la cucina, o l’arte… mi piace molto e ti ringrazio per avermela attribuita”.

Tra poco inizierà un tour che ti porterà in giro per tutta l’europa, dalla Spagna all’Inghilterra, dalla Lettonia al Belgio. Come ti stai preparando queste esperienza?

“Ti devo dire la verità: è impegnativo. A livello artistico è già un po’ che sto cercando di preparare questo spettacolo, ed ormai siamo agli sgoccioli. Parto tra una decina di giorni ed ormai è quasi tutto pronto. Nei mesi scorsi mi ci sono dedicato tanto, sia al set che alla questione più logistica. Questo tour lo devo in gran parte al sostegno di Puglia Sound. Ho partecipato al bando Puglia Export che promuove l’esportazione di artisti pugliesi in Europa e nel Mondo. Ci tengo tantissimo a sottolinearlo perchè senza il loro finanziamento questo tour non si sarebbe potuto fare. Pensa che in totale le 6 date sono distribuiti nei 4 week-end di settembre, ed io prenderò 18 aerei, più treni, pullman, alberghi… sarà un lunghissimo viaggio, e per questo affascinante ed impegnativo. Ne vale sicuramente tanto la pena. Non vedo l’ora di partire.”

Cosa ti aspetti?

“Sarà bellissimo passare dalla Spagna alla Lettonia, tra pubblici completamente diversi. Sarà bello vedere la loro reazione…”

Beh, potrà essere l’occasione per assorbire qualcosa, no?

“Assolutamente si. E’ questa una delle cose in cui spero tantissimo: voglio essere contaminato ancora di più per poter acquisire dal pubblico e dalle città che visiterò: i club, il cibo, le strade, le persone… qualsiasi cosa mi passerà intorno. Ti dico anche che riprenderò tutto il viaggio con una go-pro, farò un video diario di tutto che poi pubblicherò sui miei canali, facebook, istagram, youtube, sul mio sito… spero poi anche attraverso questo di poter condividere questa mia esperienza con chi non ci potrà essere nelle date. Sarà il mio occhio!”

Percussioni ed elettronica, quanta passione c’è dietro il tuo lavoro?

“Mah… tanta. Più che altro è proprio quella, la passione. La musica è la mia vita, non posso definirtela in altro modo. E’ una cosa di importante, frutto di tanta passione… l’unico modo con cui potrei definirtelo è che la musica è la mia vita, non ne potrei fare a meno e quindi la passione è una componente che fa parte di tutto questo”.

Ti sei occupato in passato dell’allestimento musicale per alcune rassegne d’arte ed esposizioni: è difficile unire arti apparentemente diverse, o c’è una grande “arte” che contamina e pervade tutto?

“E’ difficile, e quindi è bello, è divertente. Fosse facile non sarebbe così stimolante. Mi sono occupato in passato di curare delle personali di alcuni artisti: dalla street art ad opere scultoree… due arti molto lontane tra di loro. In entrambi i casi mi sono immedesimato in quello che gli artisti mi trasmettevano, e poi nelle loro opere e nel loro pubblico, traducendo le mie sensazioni in musica e suoni. E’ stato davvero bello ed interessante”.

Parti dalla Puglia, da Bari, per portare la tua produzione in giro per il mondo. Quanto conta per te la tecnologia e la ricerca di soluzioni innovative?

“La tecnologia è importantissima. La mia musica si basa su quello, sull’utilizzo di macchine digitali, qualche volta analogiche… se ti riferisci alla questione social network, ti dico che li uso, ho le mie pagine, ma non sono molto prolisso. Scrivo e pubblico le cose che veramente mi colpiscono o che volevo davvero condividere. Non pubblico un caffè qualsiasi, o un tramonto, come tante volte spesso accade. Certo di mettere le cose che a me realmente colpiscono e che sono degne di essere trasmesse a qualcun altro”.

Infine, un saluto e un arrivederci alla fine del tuo tour, quando torneremo di parlare della tua musica e della tua esperienza.

“Spero di sentirti a tour completato e di poterti raccontare un sacco di aneddoti. Grazie a Pugliain e ci sentiamo presto”.

Cosa aggiungere? Buon viaggio Claudio, ti aspettiamo al tuo ritorno in Puglia.

Le date del Tour:

5/09 Fabrica de Chocolate – Vigo, Spagna

11/09 Valka Art school – Valka, Lettonia

12/09 Madame Claude – Berlino, Germania

18/09 Zanzibar Club – Liverpool, UK

25/09 Potemkine – Bruxelles, Belgio

26/09 Ciao Gnari – Parigi, Francia

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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