Giustizia per le vittime della strada

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La voce trema, emozionata, al pensiero della lunga giornata che la attende oggi: udienza dal Papa, sit-in a Montecitorio, passaggio in Rai. Il pensiero è invece sicuro, perentorio, come può essere solo quello di una madre che vive quotidianamente lo strazio per la perdita prematura di un figlio.  Francesca Lozito Bucci – madre di Mimmo, l’amatissimo front man della Combriccola del Blasco – sarà oggi a Roma con oltre 800 madri provenienti da tutta Italia per chiedere alle istituzioni di accelerare sull’introduzione dell’omicidio stradale nel codice penale. Una battaglia che la signora Franca ha iniziato subito dopo quella maledetta sera del 15 maggio 2007, quando l’impatto fatale con la Honda Hornet su cui viaggiavano Vito Nitti e Vitantonio Abbrescia stroncò la vita di suo figlio Mimmo.

“Domani (oggi, n.d.r.Papa Francesco ci dedicherà un pensiero durante l’udienza in Piazza San Pietro che vedrà la nostra presenza compatta – racconta la signora Franca – Alle 13.30 ci sposteremo a Montecitorio – prosegue – per una manifestazione pacifica dove porteremo tutte un fiore rosso per ricordare i nostri figli e per dire che tutte noi aspettiamo l’approvazione della benedetta legge sull’omicidio stradale”.

Chiara la posizione della signora Bucci sulle pene da far scontare a chi si macchia di un omicidio alla guida di un veicolo: “Sono ovviamente d’accordo su una legge che riconosca l’omicidio stradale – spiega Franca – Credo che 10 vittime della strada giornaliere, frutto di negligenza ed irresponsabilità, siano davvero troppe. Siamo qui – prosegue – per accelerare l’iter di approvazione della legge, provvedimento che il viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini ci ha più volte promesso“.

Quando a prevalere sono le ragioni del cuore, Franca si riscalda. Troppo forte l’esperienza personale per non scorrere nelle parole di chi, oggi, sta portando avanti una battaglia che può salvare decine di vite umane al giorno, o dare un nome ed un’etichetta a chi si fa arbitro inconsapevole dell’esistenza altrui: “Omicidio stradale ed ergastolo della patente sono pene che vanno previste di pari passo – puntualizza Franca, che rincara la dose – Che nome vogliamo dare a chi si mette alla guida in stato d’ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e non rispetta il codice della strada? In che categoria devo mettere chi è responsabile di questi “incidenti” e ti ammazza un figlio?“-

La ricostruzione. Secondo le prime ricostruzioni dell’epoca, la vita di Mimmo Bucci venne stroncata dall’impatto con la Honda Hornet condotta Vito Nitti, alla guida del mezzo nonostante avesse assunto sostanze stupefacenti. Su quella moto viaggiavano due persone: accanto a Nitti, infatti, vi era anche Vitantonio Abbrescia.  Un sinistro stradale apparentemente lineare nella sua ricostruzione, eppure la storia giudiziaria prese altre strade quando un testimone dichiarò di aver visto Abbrescia, e non l’imputato Nitti, alla guida del mezzo. La corte scagionerà per ben due volte Nitti dall’accusa d’omicidio. Abbrescia, invece, sarà condannato per detenzione abusiva d’arma da fuoco, rinvenute dopo  l’incidente, senza essere mai chiamato in causa per la morte di Mimmo.

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Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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