HomeCronacaIlva, muore un operaio. Domani giornata di sciopero indetta dai sindacati

Ilva, muore un operaio. Domani giornata di sciopero indetta dai sindacati

Un operaio di una ditta appaltatrice dell’Ilva è morto questa mattina in un incidente sul lavoro avvenuto nel reparto Agglomerato dell’impianto siderurgico di Taranto.

La vittima è Cosimo Martucci, 49enne di Massafra (Taranto). L’uomo, secondo la ricostruzione effettuata dai Carabinieri e dagli ispettori del lavori giunti immediatamente sul posto, è stato schiacciato da un tubo d’acciaio che aveva imbragato e stava caricando su un camion dopo i lavori di smontaggio di una canna fumaria nel reparto Agglomerato. L’operaio pare sia morto poco dopo l’arrivo dell’ambulanza. Personale dello Spesal (Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) dell’Azienda sanitaria locale sta raccogliendo informazioni per stabilire le cause dell’incidente.

Le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo sciopero immediato degli operai dell’Ilva e delle ditte appaltatrici.

“E’ il secondo incidente che si verifica nel 2015 nell’impianto siderurgico di Taranto: la sicurezza sul lavoro non può essere un optional, ma deve rappresentare la priorità assoluta. Troppe morti ha visto Taranto a causa, diretta e indiretta, dell’attività dell’Ilva. E’ giunto il momento di dire basta, di trovare soluzioni concrete per coniugare, finalmente, lavoro, sicurezza e rispetto degli uomini e dell’ambiente, cosa che del resto dovrebbe essere scontata e naturale”.

Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia, esprime “il cordoglio e la vicinanza del sindacato alla famiglia di Cosimo Martucci”, 49 anni di Massafra, lavoratore di un’azienda dell’appalto Ilva rimasto ucciso sul colpo durante l’operazione di scarico di tubi da un autotreno.

Pugliese, inoltre, condivide “pienamente” lo sciopero indetto dai sindacati fino alla giornata di domani: “quanto sta accadendo all’Ilva è inaccettabile, non si può morire così sul posto di lavoro o a causa del proprio lavoro. Il lavoro dovrebbe essere fonte di vita, non di morte. Invece Taranto e l’Ilva si stanno trasformando in luoghi di sofferenza costante e quotidiana”.

“Ancora un altro operaio ha pagato con la vita il prezzo di lavorare all’interno dell’Ilva di Taranto. La sequenza delle morti bianche continua ineluttabile senza che sia oggi possibile, neanche da parte della magistratura, intervenire sulla sicurezza del lavoro. Occorre dunque impartire, anche attraverso decreto legge se fosse necessario, direttive al management dell’Ilva per assicurare sicurezza del lavoro per chiunque valichi i cancelli della fabbrica. Visto che la magistratura non ha più potere di immediato sequestro preventivo degli impianti insicuri, occorre che sia la legge stessa a sostituire i poteri della magistratura  che sono stati affievoliti, impartendo regole di comportamento a chi attualmente ha l’onere di gestire la fabbrica per conto del governo. Solo a queste condizioni le istituzioni potranno esprimere il loro cordoglio ai familiari e ai colleghi di Cosimo Martucci che, all’età di 49 anni, è morto schiacciato da un tubo di ghisa”. Così ha commentato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

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Redazione
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