L’11 settembre e l’effetto Torri gemelle: il ricordo dei pugliesi

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Pochi attimi e il mondo non è più lo stesso. Due numeri in sequenza che si imprimono con forza nella memoria collettiva di un pianeta intero. Eravamo ancora lontani dall’essere perennemente connessi, eppure la notizia dell’abbattimento delle Torri Gemelle si diffuse con una rapidità che oggi definiremmo virale.

La Fiera del Levante, la vendemmia, l’università,  gli ultimi assonnati giorni d’estate. Pochi secondi prima delle 14:46 (ora italiana) la Puglia viveva con assoluta normalità quel martedì di inizio settembre. Di quei 30 minuti, dalle prime confuse notizie sull’incidente alla torre Nord all’impatto in mondovisione fra lo United Airlines 175 e la torre Sud, ciascuno di noi ha fotografato con precisione ogni azione, con dovizia di particolari tale da ricordarle ancora oggi, a distanza di 13 anni. La psicologia cognitiva ha ribattezzato questo meccanismo “effetto torri gemelle”: gli eventi associati a forti emozioni si mantengono in memoria per molto tempo, indipendentemente dalla volontà di ricordarli.

Un mondo diverso da oggi. Valentina ricorda nitidamente che “ero con un’amica sulla banchina in una stazione di un piccolo paese in Liguria ad un campo scout. All’epoca non esisteva Internet sul cellulare e la mamma di un nostro amico chiamò per chiedere se avessimo saputo cosa stava succedendo. Per fortuna il bar della stazione aveva la TV e corremmo subito tutti a vederla”.

Tutti in Fiera. Bari a Settembre è sinonimo di Fiera del Levante. La popolare giornalista Fortunata Dell’Orzo racconta: “Ero in Fiera, ufficio stampa, nel vecchio Padiglione Enel. Fu un collega di Repubblica Bari a segnalarci che stava succedendo qualcosa di tremendo”. Isabella era una delle tante hostess arruolate in Fiera per racimolare qualche soldo extra: “La notizia arrivò fra gli standisti e quasi non ci credevo, mi sembrava folle. Tornata a casa vidi quelle immagini terribili che occuparono la tv per giorni interi”. Anche i visitatori vennero subito inondati dalle immagini, come ricorda Francesca: “Ero in fiera con mia madre e qualsiasi schermo fosse disponibile passava le immagini. Credo che tutti abbiano pensato ad un film in quel momento”.

Tutto questo non è un film. Tante le serie TV interrotte dalle edizioni straordinarie dei TG. Nel ricordi delle allora adolescenti Giorgia, Rosanna e Rossella videro giovani storie d’amore, battute e canzoni furono troncate dalle inquadrature sulle Torri appena colpite. E se a 16 anni si posseggono i mezzi adatti per comprendere e metabolizzare subito quelle scene, lo stesso non si può dire per chi viene sottoposto ad uno shock così forte in giovanissima età: “Un bambino di 7 anni a cui togli un cartone animato potrebbe rimanerci male – racconta Angelo – Quel giorno i miei affidarono a mia nonna ed io non vedevo l’ora di andarmene. Confidavo nella TV per passare un po’ di tempo. Passare da i cartoni animati alle Torri in fiamme non è stato piacevolissimo: come spieghi ad un bimbo di 7 anni certe cose e il loro perché?”

Voci di corridoio. Chi era impegnato sul lavoro apprese la tragedia dalle confuse voci che si rincorrevano. “Lo seppi durante una pausa caffè – ricorda Gigi – c’erano tante voci confuse a riguardo”. Gli fa eco Annarita: “La mia titolare, che aveva sentito la notizia ma non aveva inteso bene quello che era accaduto, mi disse che negli Stati Uniti erano crollati due palazzi”. C’è chi, come Vincenzo, era in Salento impegnato nella vendemmia. Chi invece girava per Bari e cercava casa, come Paola “Ero in via Lattanzio. Non esistevano gli smartphone, me lo disse la proprietaria della casa che vidi”.

Paura. Chi, come Francesca, era in piena maternità “e per poco non partorivo dalla paura”. Oppure Dalila, che era nel bel mezzo del “primo giorno di praticantato legale. Alle 16,00 mi presentai in studio in via Putignani e dalle immagini della TV restammo tutti agghiacciati”. Chi si apprestava all’inizio imminente della scuola, come Daniela: “mio padre chiamò a casa dicendoci di accendere la TV. Chiedemmo, su che canale? Appena premuto il bottone mi resi conto di quanto fosse inutile la mia domanda. Tutte le reti trasmettevano le stesse immagini”. O infine chi, come Viviana, commenta :”Guardavo un film che improvvisamente si fece violento, aerei che si schiantavano. Qualche secondo per metabolizzare che ciò che guardavo con terrore era vero, che la gente che si lanciava dal grattacielo non erano comparse ma disperati che stavano scrivendo una pagina terribile della storia mondiale. Non potremo mai dimenticare quel pomeriggio di settembre: anche se dalle nostre case, noi c’eravamo”.

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Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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