Dopo un periodo di calo, torna a crescere la presenza tricolore in Cina: i dati di settore parlano infatti di un aumento del 30% delle esportazioni di macchinari dall’Italia e di ben 1600 imprese cinesi con partecipazione italiana, per un giro di affari che nel 2019 ha sfiorato i 27 miliardi di euro. E non è tutto, perché la recente adesione del nostro Paese alla Via della Seta ha rafforzato ulteriormente i legami commerciali con la Cina, aprendo le porte a nuove importanti opportunità e a nuovi flussi di investimenti che gioveranno ai prodotti e servizi made in Italy.
Cosa sapere prima di aprire un’azienda in Cina
Se si è decisi ad aprire un’attività commerciale in Cina sarà necessario innanzitutto studiare in maniera adeguata il mercato cinese, cercando di capire quali sono i settori che offrono delle reali opportunità in fatto di business. Tra questi troviamo ad esempio quello del design e della moda italiana, assolutamente apprezzati in Cina, insieme alla cosmetica e alla tecnologia avanzata (applicata ai settori dell’automotive e della medicina). Una volta capito quale sarà il campo d’azione, sarà bene considerare attentamente il budget necessario e tutto l’essenziale per fare richiesta per l’ottenimento del visto di lavoro e del passaporto, rivolgendosi per tempo alle autorità competenti; questi ultimi sono infatti fondamentali per la registrazione dell’impresa in Cina, motivo per cui sarà necessario procedere con estrema attenzione, senza tralasciare nessun dettaglio.

Un altro aspetto da non trascurare è quello linguistico: date le grandi differenze culturali e linguistiche di questo Paese, chi decide di intraprendere un’attività commerciale sul posto dovrà attrezzarsi al meglio in questo senso, per non avere alcun tipo di problema. A questo proposito sarà dunque consigliabile rivolgersi a dei servizi specializzati in traduzione e localizzazione, almeno per i primi tempi, cercando un traduttore cinese professionale su Global Voices, ad esempio. Il fattore linguistico è di fondamentale importanza sia dal punto di vista burocratico sia da quello comunicativo: un’azienda che padroneggia la lingua del posto trasmette professionalità ai potenziali clienti, cosa che naturalmente non è possibile fare utilizzando dei servizi automatici e poco accurati.
Le potenzialità del web: a cosa fare attenzione?
Considerato il largo uso di Internet da parte della popolazione cinese e l’importanza della presenza delle aziende sui social network e sul web in generale, diventa fondamentale approfondire anche questo aspetto prima di intraprendere un business in Cina. Bisogna infatti considerare che sia i motori di ricerca sia le piattaforme di shopping utilizzate sono molto diverse rispetto a quelli ai quali siamo abituati: per fare un esempio pratico, l’utente medio cinese non utilizza Google o Amazon per fare shopping online, ma effettua i propri acquisti direttamente su Taobao; i social, inoltre, rappresentano un canale imprescindibile per gli e-commerce. Per questo motivo un passaggio cruciale consiste nel capire su quali siti nello specifico sarà necessario essere presenti e in che modo muoversi per assicurarsi la propria fetta di mercato in Cina, evitando così di vanificare sforzi e investimenti.







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