Penultimo posto della classifica del Girone C sella serie A2 di Calcio a 5, 2 vittorie, 1 pareggio e 14 sconfitte, con 30 gol fatti e 94 subiti: le cifre del campionato della Polisportiva Sammichele non sono certamente esaltanti, ma la giovane formazione barese sta portando avanti, tra mille difficoltà l’ennesimo campionato nazionale della sua storia, il quinto consecutivo.
Da un mese sulla panchina del Sammichele siede Francesco Masi, e nelle ultime partite il tecnico conversanese è impegnato nel lanciare in serie A2 giovani calcettisti del settore giovanile della Polisportiva, anche approfittando delle tante assenze dei titolari per infortunio, squalifiche ed indisponibilità, oltre che affrontare il resto del campionato con il massimo dell’impegno possibile.
E proprio a mister Masi abbiamo rivolto alcune domande su questa sua nuova esperienza, per la prima volta in Serie A2.
Mister Masi, quale il bilancio fino a questo momento della sua esperienza sammichelina?
“Se parliamo solamente in termini di risultati è chiaro che non posso essere totalmente soddisfatto (4 sconfitte di fila incamerate in questo 2020), però è innegabile che i ragazzi si impegnano tanto e il loro unico obiettivo è quello di andare in campo per fare risultato. Certo, la rosa a disposizione non è lunga, magari carente in qualche ruolo, però i ragazzi cercano di sopperire a ciò con impegno e professionalità. Per quanto riguarda l’ambiente posso dire che sono stato accolto molto bene e spero di ricambiare con i risultati l’affetto ricevuto”.
“Certo, nella mia testa, come in quella di tutta la dirigenza e della tifoseria si auspicava un’inversione di tendenza, però obiettivamente il calendario è stato abbastanza sfavorevole, oltre ad un po’ di sfortuna nella gara contro il Cataforio che abbiamo affrontato in formazione largamente rimaneggiata, peccato perché quella era una partita alla nostra portata”.
Uno sfortunato inizio di questo girone di ritorno per il Sammichele che fino ad ora, tra infortuni e indisponibilità, ha visto solamente sconfitte. E nonostante tutto il Barletta è sempre lì, non troppo distante in classifica. Secondo lei cosa ci vuole per dare una scossa?
“Cosa ci vuole per dare una scossa? Sicuramente ricette precostituite non ce ne sono, è chiaro che le vittorie danno morale e per ottenerle dobbiamo continuare a lavorare ed impegnarci al massimo”.
Sabato scorso ancora una volta una bassa affluenza al PalaLagravinese condita da qualche fischio di protesta. Cosa si sente di dire ai tifosi in questo momento così delicato?
“La poca affluenza è figlia dei risultati… così come i fischi di protesta che possono essere legittimi se dall’altra parte non c’è impegno. Io dico che invece i ragazzi per quello che fanno in allenamento meritano di essere sostenuti, anche perché stanno affrontando un campionato di alto livello, contro roster sicuramente di livello alto, vedi il Polistena, contro la quale a parere mio non abbiamo sfigurato”.
E adesso, Cefalú e Bisceglie sono due tappe fondamentali. Quali ingredienti per provare a rimettersi in sella?
“Non c’è nessun segreto. L’unico ingrediente è quello di dare sempre il massimo, me compreso. Penso inoltre che per raggiungere qualsiasi obiettivo non si può prescindere dall’unione e dallo spirito di squadra. Il Sammichele sono certo che lotterà fino alla fine per provare a salvarsi”.











