La Commissione Sanità della Regione Puglia, riunitasi nella giornata di ieri, ha approvato all’unanimità il testo di legge contenente gli interventi regionali per favorire la “vita indipendente” delle persone con disabilità grave anche senza supporto familiare.
Il provvedimento è frutto di un lavoro di concertazione svolto insieme alle associazioni, che ha dato origine all’unificazione di due proposte legislative in materia, presentate a distanza di sei mesi l’una dall’altra, con le stesse finalità, progetti, definizioni di ruoli e competenze specifiche degli enti (Regione, Comuni, Asl) interessati a promuovere, approvare e sostenere i progetti di vita indipendente richiesti dal soggetto interessato.
Il primo testo presentato in ordine temporale è stato quello del Gruppo consiliare di FdI, il cui primo firmatario il consigliere Francesco Ventola. Successivamente la Giunta regionale ha provveduto ad approvarne un altro. In virtù della necessità di ovviare all’unificazione dei due testi, che avrebbe dato origine ad un terzo, per il cui iter legislativo si sarebbe perso ancora del tempo prima di giungere all’approvazione definitiva, si è giunti all’utilità di lavorare sul disegno di legge del governo regionale, integrato dagli emendamenti firmati da Ventola, Marmo e De Leonardis. Attraverso questo meccanismo la proposta del consigliere Ventola è stata recepita in toto, ottenendo un testo definitivo di tredici articoli.
Nello specifico il testo legislativo mira a consentire alla persona con disabilità grave, di uscire dal circuito dell’assistenza facendo leva sull’autodeterminazione, potendo fare affidamento su un progetto di vita integrato basato sui bisogni di autonomia volti al raggiungimento di una migliore e soddisfacente qualità della vita.
A tal fine la Regione intende garantire alle persone con disabilità grave il diritto alla vita indipendente ed auto determinata, attraverso il finanziamento di progetti di assistenza personale autogestita alternativa all’assegno di cura, finalizzata a contrastare l’isolamento, a garantire la vita all’interno della comunità e l’integrazione con il proprio ambiente sociale.
Questi tipi di progetti sono rivolti alle persone con disabilità di età superiore ai sedici anni e non oltre 66 anni compiuti, fatti salvi coloro che risultino beneficiari di un progetto di vita indipendente.
È prevista la figura dell’assistente personale che svolge l’attività di assistenza personale quotidiana, sulla base di un rapporto lavorativo disciplinato da un apposito contratto di lavoro concluso con la persona don disabilità.
Le persone destinatarie dell’intervento diventano datori di lavoro nei confronti dell’assistente personale che assumono, che sarà scelto autonomamente e potrà essere anche un familiare.
La Regione avrà il compito di promuovere dei percorsi formativi rivolti a coloro che svolgono o vogliono intraprendere l’attività di assistente personale.
La valutazione dei progetti personalizzati di vita indipendente, ai fini dell’ammissibilità al finanziamento, è effettuata da ciascun Ambito territoriale.
La Giunta regionale è tenuta ad adottare la Carta dei servizi per la vita indipendente che varrà come strumento di partecipazione con i cittadini e dovrà essere aggiornata periodicamente, per poter perseguire obiettivi di promozione di cittadinanza attiva, migliorare il sistema dei servizi e sviluppare processi di inclusione sociale.
L’entità del contributo è commisurata alle necessità assistenziali ed alle condizioni di non autosufficienza e socio-economiche della persona disabile.
Per gli interventi previsti dalla legge viene messa a disposizione del bilancio regionale per il triennio 2020-2022 la spesa annuale di 1 milione di euro.











