La spaccatura è ormai un dato di fatto. Se manca ancora l’ufficialità di un candidato di centrosinistra alternativo a Michele Emiliano per la corsa alla regionali del 2020 in Puglia, il “no” di Carlo Calenda alla riconferma del governatore uscente è assoluta, e si accosta a quella di Matteo Renzi.
A parlare, questa mattina, è il leader di Azione ed europarlamentare, intervenuto nella trasmissione di RaiTre Agorà.
“In Puglia c’è un caso molto particolare cioè la scelta assurda del Pd di candidare Emiliano, che peraltro non è neanche del Pd, che ha attaccato costantemente il Pd e i governi del Pd, e che io personalmente considero un pericoloso populista che tra la xylella, la Tap e l’Ilva ha fatto solo disastri”.
Dunque non ci sarò una alleanza tra il Pd (che si schiera con Emiliano) e gli alleati del Governo-Conti, con i fuoriusciti Renzi e Calenda pronti a scendere in campo in maniera alternativa ad Emiliano. C’è chi parla addirittura (ma sono soltanto voci giornalistiche al momento prive di alcuna verifica) di una possibile alleanza tra Renzi e Fitto, sostanziale anche se non formale, per provare a far uscire il governatore uscente sconfitto dall’appuntamento con le urne della prossima primavera.
Ovvero, come farsi del male da soli in una regione che negli ultimi15 anni, tra tensioni (molte) ed ostacoli è stata governata dal centrosinistra.











